Dieci anni fa 1010music era una piccola realtà del Colorado che costruiva sampler compatti per chi voleva fare musica lontano da un computer. L'11 ottobre 2026, giorno che il marchio chiama il suo anniversario interno, il « 1010 Day », ha festeggiato il decennio regalando ai suoi due sampler di punta, il Blackbox 2 e il Bento, un aggiornamento che sembra meno una patch di bug e più una lista di funzioni da studio.

Cosa cambia davvero con questo aggiornamento?

I firmware Blackbox 2 1.1.0 e Bento 1.6.1 aggiungono entrambi la compressione sidechain, l'effetto pompato che definisce i mix house e techno, con un envelope visivo per vedere la curva di ducking invece di indovinarla a orecchio. Si può attivare con l'audio in ingresso, un pad, una nota MIDI esterna o il clock, coprendo sia il classico kick che comprime il basso sia usi più creativi attivati via pad.

L'altra aggiunta importante è la registrazione per stem: invece di ottenere un solo mix stereo, il sampler ora esporta un file WAV separato per ogni traccia, pronto da importare in Ableton, Logic o qualsiasi DAW per finire il lavoro. Per chi costruisce batterie o un intero arrangiamento su un Blackbox 2 prima di mixare al computer, la macchina diventa un vero registratore multitraccia invece di una semplice scatola per il mixdown finale.

Accanto a queste due novità, entrambe le macchine guadagnano anche automazione del sequencer con scaling dei parametri, 16 scene per salvare e richiamare stati di progetto completi, un riverbero shimmer, una modalità di registrazione sempre attiva e il controllo remoto dei parametri via MIDI.

Perché regalare tutto questo?

Una compressione sidechain con envelope visivo e un'esportazione di stem separati sono funzioni che ci si aspetterebbe di pagare su un registratore multitraccia dedicato, non di ricevere gratis su un sampler da 649 dollari.

Ecco il vero punto della questione. Il Blackbox 2 costa 649 dollari / 759 euro, il Bento costa di più come modello di punta di 1010music, e questo aggiornamento non chiede un centesimo a chi possiede già l'hardware. Chiunque abbia un Blackbox 2 o un Bento riceve il download, indipendentemente da quando ha comprato l'unità, e questo restringe sensibilmente il divario tra una groovebox autonoma e un setup da studio legato a un computer, senza costi aggiuntivi per chi l'hardware lo ha già.

A chi conviene davvero questo aggiornamento?

I produttori che costruiscono loop e pattern di batteria su un Blackbox 2 lontano da uno schermo sono i vincitori più evidenti: l'esportazione per stem permette di portare direttamente la bozza fatta in hardware dentro una sessione di mix completa senza registrare nulla di nuovo. Chi si esibisce live guadagna lo strumento sidechain e le 16 scene, potendo passare tra sezioni completamente arrangiate senza mai toccare un computer portatile.