Cosa aggiunge concretamente MPC 3.9 al flusso di lavoro?
Akai Professional ha rilasciato MPC 3.9 OS il 18 giugno, e il messaggio è chiaro: ogni MPC standalone e Akai Force già sul mercato è diventato un sintetizzatore multi-oscillatore, senza spendere un euro. L'aggiornamento si appoggia all'infrastruttura MPC Engine esistente, i filtri, gli inviluppi e gli LFO che i produttori già conoscono, e inserisce dieci nuovi tipi di oscillatori direttamente in quella catena del segnale.
I dieci motori coprono un territorio ampio. Il Warm Sine e il Digital Sine offrono toni puri, dal caldo al clinico. Il Saw Square è modellato analogicamente e consente di morfar tra dente di sega e onda quadra; quello verrà usato spesso. C'è anche un Digital Saw, un oscillatore Pulse con modulazione di larghezza di impulso variabile e un Noise Oscillator con filtro variabile integrato. Sul fronte della sintesi avanzata: FM2 (due operatori FM), Ring Modulation (tre operatori), un Single-Cycle Oscillator per la modellazione algoritmica della forma d'onda, e un motore Mono Wavetable che accetta importazioni di wavetable personalizzate. Si possono impilare fino a 8 per keygroup e combinarli con i sample in modalità ibrida sulla stessa traccia. Per un aggiornamento a 0 €, il territorio sonoro che apre è notevole.
"Ogni MPC standalone del pianeta si è svegliato stamattina con un sintetizzatore integrato."
Oltre agli oscillatori, la 3.9 aggiunge time signature individuali per clip del sequencer e un nuovo arranger lineare con strumenti di arrangiamento estesi. Il supporto per plugin VST3 e AU arriva in MPC Software come beta.
Cosa cambia sul fronte hardware?
I due nuovi strumenti sono arrivati insieme all'OS. L'MPC One G2 occupa la fascia d'ingresso standalone a 849 €. Il suo processore a 8 core è quattro volte più veloce dell'MPC One+, la RAM raddoppia a 4 GB e lo storage interno passa da 16 GB a 64 GB. Un display multitouch da 7 pollici, USB-C, Wi-Fi 802.11ac e Bluetooth 5 completano la scheda tecnica. Può far girare fino a 32 strumenti in plugin contemporaneamente e 16 tracce audio stereo in modalità standalone, e include 11 plugin per strumenti, 9 expansion pack e oltre 20 GB di suoni. Il colore blu classico omaggia l'MPC4000 e l'MPC1000.
L'MPC Key 37 G2 è proposto a 999 € e condivide lo stesso processore a 8 core e le specifiche 4 GB/64 GB. Quello che aggiunge è una tastiera a 37 tasti con azione da sintetizzatore, velocity e aftertouch, ruote di pitch e modulazione, 16 pad MPC e 8 uscite CV/gate per l'integrazione modulare. Include 13 plugin per strumenti e 6 expansion pack. Il colore bianco crema richiama direttamente la linea MPC originale degli anni Ottanta.
Chi trae davvero vantaggio dalla 3.9 fin da subito?
I possessori di hardware standalone esistente sono i grandi vincitori. Un utente di MPC Live, Live II, X o One si ritrova con strumenti di sintesi per cui non ha pagato nulla in più. I motori FM2 e wavetable sono già da soli strumenti pronti per la produzione; la modalità ibrida sample-più-oscillatore apre un lavoro di texture in strati che prima richiedeva di instradare il segnale tra dispositivi separati. Per i produttori che lavorano nel flusso MPC da anni, la 3.9 espande davvero ciò che la macchina sa fare, senza toccare la struttura di sessione che già padroneggiano.



