Perché l'underground del Cairo è rimasto nell'ombra?
Ogni discorso sulla "house globale" degli ultimi cinque anni passa per Lagos e Johannesburg: il successo commerciale dell'amapiano, l'ondata afro house nei festival europei, l'effetto Black Coffee. Il Cairo viene appena menzionato, anche se la città ha una propria scena underground da decenni, nata in scantinati e after lontani dai grandi festival EDM commerciali che dominano le notizie sulla musica elettronica egiziana. Baher (Baher Eid) è cresciuto in quella scena prima di trasferirsi a Minneapolis, dove ha fondato l'etichetta Rakete Records. Quattro anni dopo l'ultima uscita, riporta in vita l'etichetta con Fragments, un EP di cinque tracce che tratta l'underground del Cairo non come una nota a margine, ma come metà del DNA del disco (secondo Scene Noise).
Cosa c'è davvero in Fragments?
La tracklist comprende Afrika, Basement Rose, Time Machine, Sun Knights e Journey To Juno, e l'EP è costruito quasi interamente su hardware: le drum machine Roland 707 e 909 per la sezione ritmica, un Juno-106 per i pad e le linee melodiche. Sun Knights strizza l'occhio al Panorama Bar di Berlino e all'epoca d'oro della house, mentre Journey To Juno sfrutta pienamente il calore del 106, secondo la testata specializzata 909originals, che ha seguito l'uscita prima della data prevista del 30 settembre.
Catalogato come RKT 04, Fragments è la quarta uscita complessiva di Rakete, e soprattutto il primo disco di Baher sull'etichetta che ha fondato lui stesso: quattro anni a far girare Rakete per altri artisti prima di metterci il proprio nome sopra. Il disco è masterizzato da DDA Mastering, la copertina è di Severja, ed esce in vinile 12 pollici in edizione limitata, distribuito anche da Juno Records e Redeye Records, oltre a un'uscita digitale via Bandcamp distribuita da KMA60.
Cosa dice della scena il ritorno di un'etichetta dormiente?
Quattro anni di silenzio sono tanti per qualsiasi etichetta, abbastanza perché molti pensassero che Rakete avesse chiuso in silenzio. Riportarla in vita con un EP tutto hardware, invece di un comodo singolo digitale di ritorno, dice molto su cosa rappresenta l'etichetta. Scene Noise descrive Fragments come un ponte tra "due paesaggi di musica da ballo radicalmente diversi": l'intensità grezza, quasi da rave, del club cairota da un lato, la cultura operaia dei magazzini e la tradizione del crate-digging di Minneapolis dall'altro. Secondo 909originals, Rakete descrive l'approccio di Baher come radicato nella curiosità e nel mestiere.
"Curiosità, versatilità e un profondo rispetto per il mestiere, sia musicale che come spazio underground comunitario."
Non è il linguaggio del circuito dei festival. È il linguaggio di chi ha passato anni in negozi di dischi e piccole sale su due continenti, e si sente in un disco costruito con macchine più vecchie della maggior parte dei DJ che finiranno per suonarlo.



