Perché un'icona della techno ha un suo campionato di drag racing?
Carl Cox corre da più tempo di quanto la maggior parte delle persone vada in discoteca. Ha fatto la sua prima partenza sulla pista di Santa Pod Raceway, nel Bedfordshire, a 19 anni, anni prima di toccare un paio di Technics. "La maggior parte mi conosce come DJ, faccio ballare la gente da tantissimi anni, ma dietro c'è sempre stato altro: macchine, moto, corse", ha raccontato ad Auto Express nel 2020. "All'inizio era solo un hobby, ma quell'hobby ha finito per prendersi una fetta enorme della mia vita."
Quell'hobby ora ha un nome: FIVE90, il campionato Pro Mod di drag racing di Carl Cox Motorsport. La stagione inaugurale si è appena conclusa con una finale disputata il 9 e 10 settembre, sulla stessa pista dove Cox aveva debuttato da ragazzo.
Aggiornamento: Cox ha vinto. Dopo due giorni di gara a Santa Pod, si è aggiudicato la vittoria assoluta in quel round del campionato FIVE90 Pro Mod, superando un campo di sette Pro Mod tutti a caccia dello stesso passaggio da 5,90. Il Round 2, come lo ha definito Carl Cox Motorsport, è ufficialmente archiviato.
Come funziona davvero l'indice 5,90 di FIVE90?
FIVE90 si basa su un indice rigido di 5,90 secondi: l'obiettivo non è andare più veloci possibile, ma completare il quarto di miglio il più vicino possibile esattamente a 5,90 secondi, senza scendere sotto. Il formato, preso in prestito dalle corse a handicap australiane, premia la costanza lungo tutto il weekend piuttosto che una singola prova eroica. Cox ha progettato personalmente il calendario in tre round: il primo a maggio, il secondo a luglio e la finale di stagione a settembre, tutti a Santa Pod, ciascuno strutturato in qualifiche, sfide dirette e una finale a otto.
Non c'è quota d'iscrizione, una rarità in uno sport dove una sola prova in Pro Mod può costare migliaia di sterline tra carburante e componenti. Cox mette invece sul piatto 20.000 sterline di montepremi per round, più un fondo di fine stagione da 30.000 sterline diviso tra tutti i piloti che completano i tre round, aperto a qualunque Pro Mod o Top Doorslammer, senza bisogno di invito.
Cox corre lui stesso nello schieramento, al volante della "Coxy Cuda", una Plymouth Barracuda del 1971 preparata in Pro Mod per un indice di 5,85, capace di superare le 250 mph in meno di sei secondi con circa 3.500 cavalli. Alla vigilia della finale di settembre guidava la propria classifica con 299 punti, 31 in più del veterano svizzero Bruno Bader (268), con Andy Robinson, Kev Slyfield e John Webster ancora in corsa.
"Credo che finirò per guadagnarmi il titolo di DJ più veloce del mondo."
È solo un hobby, o qualcosa di più grande?
FIVE90 non è l'unico progetto motoristico di Cox. Carl Cox Motorsport sostiene anche la Carl Cox Motorsport Cup, un campionato amatoriale su circuito in Nuova Zelanda attivo da quattordici anni, oltre a pilote impegnate nel campionato femminile WCR e un equipaggio sidecar. Cox non ha mai nascosto cosa gli sia costata questa passione all'inizio: "Le corse costano, e spendevo quasi tutto quello che guadagnavo nell'edilizia per la mia musica... Musica o corse, non potevo fare entrambe, una delle due doveva saltare", ha raccontato a Drag News Magazine nel 2017. Ha vinto la musica. Decenni dopo, con quella carriera ormai fatta, sta rimettendo i soldi nella direzione opposta, in quello sport a cui aveva dovuto rinunciare per la consolle.



