Il Memorymoog, costruito da Moog Music tra il 1982 e il 1985, era un sintetizzatore analogico polifonico a sei voci e nient'altro: un solo motore, un solo patch, una voce alla volta per tasto. Il primo Memorymode di Cherry Audio, uscito nel 2021, rispettava quel limite. Memorymode 2, disponibile ora, non lo rispetta più.

La nuova versione divide l'emulazione in due strati completi da 16 voci, che possono funzionare come split, sovrapposizioni o patch indipendenti all'interno dello stesso preset, con una modalità unisono che porta ogni strato fino a 48 voci. È un cambiamento strutturale, non un semplice pacchetto di preset: trasforma una ricreazione fedele di una macchina vintage precisa in uno strumento capace di fare cose che il Memorymoog fisico non poteva fare, mantenendo comunque il suono originale come riferimento. Cherry Audio ha anche rilavorato il modeling analogico di base, con un controllo della deriva per riprodurre le fluttuazioni degli oscillatori vintage, una compensazione della risonanza sul filtro, e la scelta tra la pendenza originale a 24 dB e una nuova opzione a 12 dB, oltre a una modalità Modern per bassi più puliti e alti più cristallini.

Cosa cambia davvero il doppio strato dal vivo?

Ogni strato ha il proprio motore a tre oscillatori, il proprio sequencer polifonico a 16 passi su 4 pattern, il proprio arpeggiatore e le proprie tracce di modulazione touch. In pratica si può tenere un pad su uno strato e sequenziare una linea di basso sull'altro da una sola istanza del plugin, oppure impostare uno split alla tastiera senza aprire un secondo software. La sezione effetti segue lo stesso passo: tre catene indipendenti per un totale di 22 effetti (riverberi, delay, BBD flanger, chorus, phaser), con due novità assolute per questa versione: un wide phaser e una simulazione di altoparlante rotante, utile per quel movimento in stile Leslie che il Memorymoog non ha mai avuto di serie.

Tutti i proventi delle vendite di agosto 2026 vanno alla Bob Moog Foundation, che festeggia il suo ventesimo anniversario.

Dove finiscono davvero i soldi dei preset?

Cherry Audio non si è limitata a citare l'eredità di Moog, ma ha collegato direttamente un flusso di denaro sulla propria pagina prodotto. Il Foundation Preset Pack da 9,99 dollari, 275 patch progettati dai sound designer James Dyson, Scott McAuley e Ger Hughes proprio per mettere in mostra le nuove funzioni di stratificazione, sequencing e animazione touch, destina i proventi di agosto 2026 alla Bob Moog Foundation, l'organizzazione no profit che gestisce il Moogseum e l'archivio di Bob Moog. È un gesto modesto dal punto di vista economico, ma arriva proprio nel mese del ventesimo anniversario della fondazione e dà a un aggiornamento software una ragione di esistere oltre alla scheda tecnica.

Sul fronte archivio, Memorymode 2 conserva i 100 patch di fabbrica originali del Memorymoog, ricreati a partire da un backup su cassetta dell'hardware, oltre a tutti i preset di Memorymode 1 e ai 275 nuovi del pacchetto Foundation, per una libreria che supera gli 800 suoni. Funziona in standalone e come plugin VST, VST3, AU e AAX, sia su macOS sia su Windows.