La maggior parte delle feste queer non può scegliere come morire. Un proprietario revoca un contratto, una lamentela per rumore si trasforma in un intervento della polizia, i soldi finiscono. Death of Glitter fa l'opposto: dopo quasi un decennio come nome più importante dell'underground queer di Città del Capo, il collettivo mette fine alla sua prima era secondo il proprio calendario, con il proprio saluto, il 31 ottobre al Botanik Social House.

Chiamano questa festa finale «D.O.G: THE END, in memoria di una ragazza da festa», e la scelta delle parole non è casuale: non una chiusura, una sepoltura. Undici artisti sono in lineup, tra DJ set, performance live e drag, tra cui Dragmother, Hunter As A Horse dal vivo e Pvre x Denise Onen. L'ingresso è riservato ai maggiori di 21 anni, i biglietti passano da Quicket, e resta attivo un canale di biglietti solidali accanto al prezzo pieno, lo stesso modello di accesso che il collettivo applica da anni.

Perché finire qualcosa che funziona?

Death of Glitter non è mai stata solo una serata in club. I fondatori, Philippus Johan e Tazmé Pillay, l'hanno costruita nel 2017 come risposta diretta a una scena queer capetoniana che consideravano prevalentemente bianca, masc4masc, o chiusa in cricche. Lo slogan che è seguito, «Party / Art / Sex», non era un semplice slogan di marketing. Era una presa di posizione: l'edonismo stesso come forma di resistenza queer, messo in scena attraverso un'estetica rave-moda «trash glamour» che mescolava tute in lattice, maschere da cane, reggiseni in filo conico e look full leather, più vicina alla performance artistica che a un semplice dress code.

Un decennio così è una longevità rara per un progetto di clubbing indipendente, soprattutto fuori dai circuiti delle grandi capitali solitamente raccontati. Chiuderlo deliberatamente, invece di aspettare che un locale o una città lo faccia al posto loro, racconta una storia diversa dalla maggior parte delle chiusure che questa scena conosce.

Cosa succede dopo la sepoltura?

Gli organizzatori non hanno presentato THE END come un addio definitivo al marchio, solo al suo primo capitolo. I collettivi con questo peso culturale raramente scompaiono del tutto: tendono a tornare in forma diversa, con una nuova struttura o in un'altra città, una volta che chi li guida ha deciso cosa sarà la prossima era. Per ora, l'unica data confermata è il 31 ottobre, e l'unico piano annunciato è chiudere bene questo capitolo prima di aprirne un altro.

«Dopo un decennio di caos queer», si legge nell'annuncio ufficiale dell'evento, Death of Glitter «si prepara a seppellire la sua prima era».

Cosa seppellisca davvero questa sepoltura, e cosa, se qualcosa, risorga dopo, è la parte a cui nessuno fuori dal collettivo ha ancora risposto.