Perché conta oggi un sintetizzatore vocale che rinuncia all'IA?

Ogni strumento di voce cantata sul mercato in questo momento vuole vendervi un modello IA addestrato sulla voce di qualcuno. Roboto, il plugin gratuito che discoDSP ha appena rilasciato, fa l'esatto opposto: sintetizza il canto da zero, senza dati di addestramento e senza alcuna voce clonata dietro. Si scrive una melodia nel piano roll, si digita una parola su ogni nota, e il plugin canta quella frase usando puro elaborazione del segnale, una fonte di impulso glottale che alimenta cinque risonatori formantici, con rumore sagomato al posto delle consonanti. Nessun campione, nessuna rete neurale, nessun cantante la cui voce sia stata presa senza permesso.

È un ritorno al passato deliberato. È la stessa famiglia di sintesi che alimentava i software di canto degli anni '90 e, più tardi, i primi motori di Vocaloid, prima che l'ondata attuale di clonazione vocale tramite IA conquistasse la categoria. Per i producer che da due anni vedono accumularsi cause legali e battaglie sulle licenze legate alle voci IA, un sintetizzatore formantico che canta in modo convincente senza quel bagaglio è un'alternativa davvero utile, non solo un vezzo nostalgico.

Come fa Roboto a far cantare davvero un plugin?

Roboto arriva con venti preset vocali divisi equamente: dieci voci moderne e dieci preset 'classici' pensati per suonare come i software di canto degli anni '90, più una modalità talk-box che simula una corda pizzicata fatta passare in un altoparlante e in un circuito a valvole invece che in un tratto vocale. Canta in otto lingue, inglese, tedesco, francese, spagnolo, giapponese, russo, finlandese e svedese, ciascuna con le proprie regole di pronuncia integrate nel motore.

Si scrive una melodia nel piano roll, si digita una parola su ogni nota, e Roboto la canta.

Il plugin funziona come VST3, AU o AUv3, oppure standalone, completamente gratis, su macOS, Windows, Linux, iPhone e iPad.

Cos'è Blub, e perché sembra un freeware del 2001?

La seconda uscita è meno un omaggio al passato e più una vera resurrezione. Blub, ora in beta pubblica alla versione 0.8, è un tracker modulare per macOS costruito esplicitamente nello stile di Jeskola Buzz, l'amato strumento freeware finlandese che ha definito un'intera generazione di workflow modulari prima che il suo sviluppo si fermasse negli anni 2000. In Blub, i plugin AU e VST3 convivono con macchine integrate (un arpeggiatore, una drum machine, un tracker di campioni, diversi sintetizzatori) su una tela con zoom, collegate tramite cavi, e vengono suonate e automatizzate attraverso pattern in stile tracker e un sequencer di brano.

Può importare vecchi file Buzz, ProTracker, FastTracker II e Impulse Tracker, un omaggio diretto all'archivio di brani di quella scena, e integra un server MCP che permette agli agenti IA di scriptare il tracker stesso. discoDSP non lo nasconde: 'Aspettatevi funzionalità mancanti, cambiamenti tra le versioni e qualche crash occasionale', con la compatibilità dei file di brano garantita solo dalla versione 1.0 in avanti. Richiede macOS Sonoma 14 o successivo, su Apple Silicon o Intel.