Cosa c'è davvero in questo DJ-Kicks?

Scordatevi l'idea che DJ-Kicks significhi sempre dancefloor senza sosta. Il volume che Djrum firma per !K7 Records, disponibile dal 16 ottobre, mette in fila 31 tracce (più una versione mixata in modo continuo a chiusura) e tratta il genere come un'opzione tra le altre: i field recordings di Chris Watson convivono con «Miss Balaton», il brano breakcore di Venetian Snares, «Only Loved At Night» dei Raincoats arriva a poche tracce da Eli Keszler e upsammy, e l'elettronica melodica di Susumu Yokota si intreccia con il materiale più spigoloso di emptyset. Quattro tracce sono produzioni inedite di Djrum; altre due sono esclusive, «Flip» di Skee Mask e «Clonk Dual» di Clark, introvabili altrove.

Come l'ha costruito davvero?

Questa ampiezza è possibile per come lavora Djrum. Mixa dal vivo da vinile su tre giradischi, lo stesso assetto che rende imprevedibili i suoi set da un decennio, e poi riporta il risultato in studio per montarlo, farne un collage e sovraincidere, così una transizione nata al mixer finisce per diventare un brano composto. Il singolo «Psychic Video», una delle sue quattro produzioni inedite nel mix, ne è l'esempio più chiaro: percussioni dense e texture elettroniche costruite attorno a campioni vocali tagliuzzati, mixate dalla pista e non scritte a tavolino.

Perché affidare le chiavi di DJ-Kicks a un turntablist?

Perché la serie ha sempre premiato questo istinto. !K7 Records ha costruito DJ-Kicks lasciando il controllo totale a un solo artista invece di programmare una scaletta pensata per piacere a tutti; il volume di Djrum, il terzo DJ-Kicks dell'etichetta nel 2026 dopo quelli di Sofia Kourtesis e TEED, spinge questa libertà più lontano della maggior parte, più vicino all'argomentazione di un cercatore di dischi che a un set da club.