Cosa ha rielaborato esattamente Edward?
Tredici brani, pescati da house, techno e dagli angoli più freddi del kosmische e dell'ambient. Edward, alias di Gilles Aiken noto tramite Giegling, ha trasformato «Twilight» di Carl Craig in una versione scarnificata incentrata sulla batteria, ha tagliato «L'Esperanza» di Sven Väth in uno «Spirit Edit», e ha dato a «Elate» di Kirk Degiorgio una «Infinitiv Loop Version». Il classico ambient «Opaque» di Motohiko Hamase e «Katzenmusik-5» di Michael Rother convivono con «E-Time» di Lenny Dee e Nico, uno spettro che chiarisce come questo non sia il solito disco di edit disco di Running Back.
«Questi dischi significano molto per me», ha detto Edward a proposito della selezione. «Sono edit che ho raccolto negli anni, alcuni risalgono a molto tempo fa.»
Il triplo vinile, Running Back Mastermix: Edward - Edits, arriva il 20 novembre in una copertina gatefold disegnata da GAM, con fotografia di Arne Zacher e mastering di Lopazz.
Perché affidare la serie di punta di Running Back a Edward è significativo?
Running Back Records ha costruito la sua serie Mastermix, e buona parte della sua identità, su edit disco e house pensati per la pista; il boss dell'etichetta, Gerd Janson, è da due decenni uno dei digger più stimati della house. Affidare le redini curatoriali a Edward, un artista il cui catalogo pende verso l'ipnotico e il minimale, più vicino all'ambient che al disco, dice molto su dove Running Back pensa stia andando la prossima ondata di gusto.
«Questi dischi significano molto per me. Sono edit che ho raccolto negli anni, alcuni risalgono a molto tempo fa.», Edward
Verso dove si sta davvero spostando il canone della house?
Running Back aveva già affidato la serie Mastermix a nomi come Marcel Dettmann, ognuno dei quali ha ridisegnato in silenzio cosa meriti di essere editato. La versione di Edward mette kosmische (Rother), ambient (Hamase) e proto-techno (Degiorgio, Craig) sullo stesso piano dei brani da pista più classici, trattando tutto quel materiale come ugualmente legittimo per il dancefloor. Per una scena che discute ancora su dove inizi e finisca la lignée house, questa è di per sé una presa di posizione editoriale, e un segnale di dove sta guardando la prossima generazione di tastemaker.



