Perché questo pacchetto di remix sembra un cast da gala?

La maggior parte degli EP di remix affida una traccia a uno o due nomi amici e la chiama uscita. Questo no. StrataSonic ha messo insieme Ricardo Villalobos, Skee Mask, Saoirse e Yaleesa Hall per rilavorare il Vestibule EP di Galcher Lustwerk, e questi quattro di solito non condividono una tracklist. Villalobos è il veterano della minimal, quello che può allungare otto battute su undici minuti e fartene essere grato. Skee Mask lavora la cucitura tra techno, breaks e ambient da Monaco. Saoirse e Yaleesa Hall arrivano dal lato house, lei DJ dei DJ, lui produttore con un lungo passato in White Material e Mister Saturday Night. Metterli sullo stesso disco, tutti rivolti a un unico autore di deep house, è il tipo di cast che fa smettere di scorrere agli ascoltatori seri.

Il Vestibule originale, uscito a febbraio su StrataSonic, era il primo EP di Lustwerk dal 2024. Tre tracce, Shorty Out, Vestibule e Wet Bulb, tutte costruite su ciò a cui torna sempre: voci mezze parlate su status e vita notturna, fiati, piano elettrico, un groove che resta basso e non ha mai fretta. È musica dell'in-between, della soglia, dell'attimo prima della sala, ed è proprio questa qualità liminale a dare a quattro remixer molto diversi qualcosa a cui aggrapparsi.

Cosa ci fanno davvero i remixer?

Il pacchetto conta sei tracce. Villalobos consegna due passaggi su Vestibule, un VOLPAT Cut 2 e un Atmospheric Mix VOLPAT Cut, quel trattamento a lungo respiro in cui l'originale si scioglie in texture e la voce di Lustwerk la cogli solo a frammenti. Skee Mask consegna un Vox Remix e una strumentale scarna, la coppia che i DJ andranno a cercare: la vocale per il riscaldamento, la strumentale per le ore profonde. Saoirse porta Shorty Out su un terreno più da club, e Yaleesa Hall deposita il proprio remix di Shorty Out, il nome più house della lista che fa la cosa più house di tutte.

Quattro produttori che quasi mai compaiono sullo stesso disco, tutti puntati su un solo EP di deep house: l'argomento è tutto qui.

A tenere insieme il tutto è il gusto più del genere. Lustwerk è un noto ossessionato dei dischi, il tipo d'artista che passa un'intervista a consigliare un album oscuro invece di promuovere il proprio, e una lista di remixer come questa sembra una mappa di ciò che ascolta, non un esercizio di marketing. È fatto per gli intenditori, non per le playlist, e questo è il punto.

Dove si colloca tutto questo nel percorso di Galcher Lustwerk?

Lustwerk è Chris Sherron, cresciuto a Cleveland, formato alla RISD, plasmato nella scena noise di Providence prima che il crew White Material con DJ Richard e Young Male desse una casa alla house venata di rap diventata la sua firma. Il mix 100% Galcher del 2012 e i dischi Ghostly International che seguirono fissarono lo schema, canto parlato su loop ipnotici, freddo in superficie con qualcosa di malinconico sotto. Vestibule Remixes non reinventa nulla di tutto ciò, lo incornicia. Affidare questo materiale a Villalobos e Skee Mask è sostenere con calma che la deep house di Lustwerk appartiene alla stessa conversazione della mente più paziente della minimal e di quella più riservata della techno, e solo a guardare il cast, l'argomento regge.