I club raramente mettono numeri, e ancora meno in pubblico, a quanto pagano i DJ. Gotec, il club di Karlsruhe noto per la sua programmazione techno e house, ha rotto questa abitudine il 14 ottobre con una dichiarazione su Instagram, riportata da Resident Advisor e dalla testata tedesca Groove: i cachet di booking dei DJ sono aumentati tra il 200 e il 300 per cento in poco tempo, e questo rincaro, secondo il club, si scontra in pieno con le proprie spese.
Cosa afferma esattamente Gotec?
Il numero centrale è questa forbice tra il 200 e il 300 per cento, che Gotec dice di aver registrato in una finestra di tempo relativamente breve, non in un decennio. Il club lo affianca a una seconda pressione, distinta: anche i costi di personale, sicurezza, energia e infrastrutture sono saliti per conto loro. Nulla di tutto questo è nuovo di per sé. La novità è che un club nomini pubblicamente entrambe le pressioni insieme, come una tenaglia unica, invece di due problemi separati.
Una scena forte ha bisogno di basi solide. Non l'uno contro l'altro. Insieme.
Questa frase, tradotta dal testo originale in tedesco, dà il tono. Gotec afferma di non puntare il dito contro nessun agente, agenzia o DJ in particolare, e di non voler indicare un colpevole. Il club presenta l'aumento dei cachet come un problema condiviso da tutto il circuito: promoter, agenti e locali hanno tutti bisogno che la scena esista ancora tra cinque anni.
Perché un club dice che i conti non tornano più?
I ricavi di un locale sono limitati dalla capienza, dal prezzo del biglietto e dal numero di serate che riesce a riempire in un anno, leve che non si muovono rapide come un cachet. Quando la tariffa di una headliner raddoppia o triplica senza che la sala cresca, al promoter restano tre strade: aumentare il prezzo dei biglietti, tagliare il budget del resto del lineup, oppure incassare la perdita. La dichiarazione di Gotec si appoggia esattamente su questo meccanismo: sostiene che la crescita incontrollata dei cachet spinge la cultura club verso qualcosa più simile a un prodotto di lusso, a spese dei booking emergenti e di livello medio che di solito finanziano gli opening act locali di ogni serata.
Cosa chiede davvero Gotec?
Non un boicottaggio, e non l'esposizione pubblica di una parte specifica. Il club dice di volere consapevolezza e un dialogo costruttivo tra promoter e agenti di booking, gli attori che fissano e negoziano davvero queste cifre. Se quella conversazione porterà a qualcosa è un'altra storia: ogni agente ha tutto l'interesse a mantenere il cachet del proprio artista quanto più alto il mercato tolleri, e un singolo club di Karlsruhe non ha la leva per cambiare la situazione da solo. Quello che ha, invece, è un documento pubblico a cui altri club indipendenti, che si lamentano in privato della stessa pressione da anni, possono ora fare riferimento.
Perché conta
Se i conti davvero non tornano alla scala di Gotec, non tornano nemmeno nella maggior parte dei club indipendenti di dimensioni simili, e i locali senza un supporto finanziario esterno che assorba una stagione negativa sono i primi candidati a chiudere.
Cosa ne pensiamo
Questa è una delle poche dichiarazioni di un club che suona come una posizione negoziale e non come uno sfogo. Gotec ha evitato deliberatamente di indicare un colpevole, il che rende più difficile liquidarla come il rancore di un solo club e più facile per altri promoter sostenerla in silenzio. Resta da vedere se gli agenti di booking si siederanno davvero a quel tavolo.



