Sugli stessi dieci minuti, nel weekend di apertura di Horst, circolano due versioni molto diverse. In una, agenti di polizia belgi finiscono spinti, picchiati e presi a calci durante un normale controllo antidroga. Nell'altra, il pubblico del festival vede un agente appoggiare un ginocchio sul collo di una persona fermata. Entrambe le versioni arrivano da persone che erano davvero lì, e Horst, che organizza la festa, ha scelto da che parte stare.

Cosa è successo davvero all'ASIAT Park?

Durante la festa di apertura di 24 ore di Horst all'ASIAT Park, a Vilvoorde, il 18 ottobre, agenti in borghese intervengono su un uomo di 25 anni e una donna di 27, entrambi di Schaarbeek, durante un controllo per sospetto possesso di droga. Quello che succede dopo dipende interamente da chi lo racconta. La polizia, citata da VRT NWS, dice che la coppia ha resistito immediatamente, che diverse persone sono intervenute, e che due ispettori in borghese sono finiti spinti, colpiti e presi a calci al punto da essere ospedalizzati e dichiarati inidonei al lavoro per diversi giorni. La procura ha da allora rinviato entrambi i sospettati a un rito accelerato, il che significa comparire davanti a un giudice in poche settimane e non nei mesi abituali.

I testimoni presenti alla festa descrivono qualcosa più simile a un'aggressione: un agente che estrae un manganello davanti a una folla di clubber, per poi appoggiare un ginocchio sul collo della persona fermata. Alcuni presenti dicono di aver subito una perquisizione corporale senza una giustificazione chiara. Il comunicato di Horst non cerca di arbitrare tra le due versioni, ma non usa nemmeno mezze misure: gli organizzatori definiscono la portata e le modalità dell'intervento di polizia «sproporzionate», e affermano che il loro pubblico è stato lasciato «spaventato, ferito e umiliato», mentre il loro stesso staff «non è riuscito a proteggere» i presenti.

«L'intimidazione e/o la violenza non sono mai una risposta accettabile da parte di un servizio pubblico.»

Lo ha detto Brussels By Night, il collettivo per la vita notturna intervenuto non appena Horst ha preso pubblicamente posizione, definendo le testimonianze «molto preoccupanti».

Perché Horst ha annullato la propria prossima festa?

Horst non si è limitato a un comunicato per poi passare oltre. Ha annullato la propria festa club del 28 novembre all'ASIAT Park, con MISSFITTE e Body Language in lineup, direttamente per questo motivo. Secondo Bruzz, gli organizzatori hanno definito il dispiegamento di polizia «buiten alle proportie» (del tutto fuori proporzione), spiegando che al momento non possono garantire la sicurezza e il benessere del proprio pubblico su un sito che non controllano del tutto. Chi ha già il biglietto riceverà aggiornamenti sul rimborso entro il 28 ottobre. Il sindaco di Vilvoorde ha preso atto della decisione di Horst, ma ha criticato il tono degli organizzatori, ricordando che la sicurezza su un terreno comunale va gestita insieme alla polizia, e non dichiarata un fallimento in modo unilaterale dal promotore.

Questo è il punto su cui vale la pena fermarsi. I festival annullano artisti, set, sponsor. Annullano molto raramente la propria festa a pagamento per denunciare la polizia che dovrebbe proteggerla. Horst lo ha fatto, pochi giorni dopo i fatti, prima ancora che un'indagine abbia tratto conclusioni.

Chi dice davvero la verità?

Probabilmente, un po' entrambi. Che due agenti siano finiti ospedalizzati per diversi giorni non lo contesta nessuno, e resistere a un controllo può benissimo degenerare esattamente come racconta la polizia. Nulla di tutto questo è incompatibile con un manganello estratto davanti a una folla che non aveva nulla a che fare con il fermo originario, o con un ginocchio finito su un collo una volta arrivati i rinforzi. I controlli antidroga agli eventi elettronici sono una prassi in Belgio; quello che non è prassi è che un festival definisca pubblicamente «sproporzionata» la propria sicurezza affidata alla polizia, e poi annulli una festa quasi al completo per questo motivo. Questo è il vero segnale, qualunque cosa decida infine un tribunale belga sulle due persone di Schaarbeek.