Per due decenni dopo la morte di Bob Moog nel 2005, le tracce concrete del suo lavoro di ingegnere sono rimaste chiuse dentro un'azienda, non in un museo. Moog Music conservava scatole di suoi schemi, prototipi e documenti interni come semplice proprietà aziendale, il genere di materiale che finisce impacchettato in un magazzino e dimenticato tra un cambio di proprietà e l'altro. Questa settimana la situazione è cambiata: inMusic, la casa madre di Moog Music, ha trasferito 4.489 di quei pezzi alla no profit Bob Moog Foundation.

Cosa contiene davvero questa donazione?

Non è una scatola di vecchie foto. Il lotto comprende schemi di circuiti disegnati a mano per sintetizzatori mai arrivati in produzione, prototipi funzionanti, documentazione di ingegneria e assistenza tecnica degli anni in cui Moog dirigeva l'azienda, e lettere personali. Per gli storici del synth, i prototipi e gli schemi inediti sono il vero tesoro: mostrano strade abbandonate ed esperimenti mai diventati prodotti, l'anello di congiunzione tra il Moog modulare e tutto quello che è venuto dopo.

Perché un'azienda regala tutto questo?

inMusic non doveva niente a nessuno. Il materiale era interamente suo e poteva restare chiuso a tempo indeterminato. Cederlo a un ente indipendente significa rinunciare al controllo di documenti che riguardano la stessa storia progettuale dell'azienda, proprio mentre gli schemi originali hanno un valore commerciale reale per il mercato di cloni e riedizioni.

«Questa collezione racconta la storia di un genio al lavoro, non solo una gamma di prodotti», ha dichiarato Michelle Moog-Koussa, direttrice esecutiva della Fondazione e figlia di Bob Moog.

Cosa succede adesso a tutto questo materiale?

La Fondazione, che Moog-Koussa dirige dal 2005 grazie soprattutto a donazioni di famiglia e collezionisti privati, deve ora catalogare e digitalizzare migliaia di nuovi pezzi prima che diventino davvero accessibili. Non è gratis né immediato. Ma una volta fatto, sarà la prima volta che il vero processo ingegneristico di Moog, non solo i suoi strumenti finiti, sarà disponibile a ricercatori esterni all'azienda che porta il suo nome.