Perché ci sono voluti cinquant'anni perché Jarre arrivasse a Ibiza?
Jean-Michel Jarre ha costruito cinquant'anni di carriera puntando sulla scala più che sull'intimità: la Tour Eiffel davanti a un milione di persone, le Piramidi di Giza, piazza Tiananmen, Pompei, Masada, il deserto del Sahara. Ibiza, l'isola che ha praticamente inventato lo spettacolo elettronico su grande scala a pagamento, non era mai comparsa in quella lista fino a questa estate. Il 5 luglio ha finalmente suonato sull'isola per la prima volta in carriera, e lo ha fatto su una semplice terrazza di un club invece che su un monumento.
La data arriva dall'Amnesia, il superclub di San Rafael che nel 2026 festeggia il proprio cinquantesimo anniversario. Anche il locale ha costruito la stagione sulla grande scala: sette ore tra Terrace e Main Room il 9 maggio, con Seth Troxler, Amelie Lens, Joseph Capriati e una dozzina di altri nomi pensati per un pubblico da rota techno. La data di Jarre, invece, è stata pensata come un concerto esclusivo isolato, non come una residency.
Cosa è successo davvero sulla Terrace dell'Amnesia?
Il concerto è andato dalle 21:45 alle 23:30, circa centocinque minuti, con una scaletta di dieci brani confermata dagli aggregatori di setlist: «Les Chants Magnétiques 1», «Oxygène 2», «Équinoxe 7», «The Architect», «Zero Gravity», «Oxygène (Part 19)», «Stardust», «Epica», «Les Chants Magnétiques 2» e «Quatrième Rendez-Vous». La berlinese Joplyn ha aperto con un set vocale dal vivo dalla produzione cinematografica, mentre il resident dell'Amnesia Les Schmitz, che suona nel locale dai primi anni 2000, ha fatto da ponte prima della testa di cartello.
«Amnesia è un viaggio, una fuga fuori dal tempo. Quello spazio di libertà è dove la mia musica ha sempre vissuto. Sono felice di festeggiare il cinquantesimo anniversario del locale.»
È così che lo stesso Jarre racconta questa data, e coincide con il modo in cui l'Amnesia definisce se stessa: non un palco da festival, ma una sala costruita, dal 1976, intorno all'idea di perdere la cognizione del tempo.
Perché tre cinquantesimi anniversari si incrociano nel 2026?
Niente di tutto questo è stato pianificato come un anniversario unico; sono tre date separate che cadono nello stesso anno per pura coincidenza di calendario. L'Amnesia ha aperto nel 1976 quando il filosofo Antonio Escohotado affittò una casa di campagna vicino a Ibiza città e la chiamò dapprima «l'Officina dell'Oblio», prima che il cofondatore Manolo Sáenz de Heredia proponesse il nome greco rimasto poi definitivo. Lo stesso anno, un giovane Jarre registrava Oxygène in uno studio improvvisato a Parigi; uscito a dicembre, l'album lo rese famoso in tutto il mondo. Cinquant'anni dopo, un locale costruito sullo stesso istinto che insegue la musica di Jarre, perdersi fuori dal tempo ordinario, lo ha finalmente accolto sul suo palco.
La storia dell'Amnesia dal 1976 segue quella dell'isola: una svolta verso la musica elettronica negli anni '80 per mano di Prontxio Izaguirre, che contribuì a inventare il Balearic beat, una riapertura nel 1991 sotto nuova gestione, e una serie di premi come miglior club al mondo alla fine degli anni 2000, sostenuta da residency come quella, tuttora attiva, di Sven Väth con Cocoon. La data di Jarre non sostituisce nulla di quel programma, si aggiunge per una sola serata, alle condizioni del locale e non alle sue abituali.



