I producer elettronici che non toccano mai un microfono a condensatore finiscono comunque, prima o poi, per doverne collegare uno: un percussionista live per una session afro house, una voce registrata in una stanza d'albergo durante un tour, foley catturato sul campo per un pacchetto di sample. Finora questo significava trascinarsi dietro un rack intero o accontentarsi di due o quattro preamplificatori sperando che bastassero. La nuova OctaLite di MOTU vuole eliminare questo compromesso.

Cosa cambia davvero?

La scheda tecnica parla da sola. Otto ingressi combo XLR/jack, ciascuno con alimentazione phantom 48V indipendente, attenuatore -20dB e inversione di fase, racchiusi in un telaio da mezzo rack delle stesse dimensioni dell'UltraLite-mk5 di MOTU, che però offre molti meno ingressi microfonici. Aggiungi la registrazione a 192kHz, la latenza di andata e ritorno di 2ms, i preamplificatori Burr-Brown e il convertitore ESS Sabre32, e il risultato non sembra né un dispositivo da campo economico né una classica interfaccia da studio di fascia alta. MOTU cerca di coprire entrambi i fronti, a 849,95 dollari.

L'affermazione di "prima sul mercato" è credibile?

Jim Cooper, di MOTU, sostiene che la OctaLite sia «l'unica interfaccia audio sul mercato che offre otto preamplificatori microfonici in un'unità da mezzo rack super portatile», e l'affermazione resiste al confronto con i concorrenti abituali. Focusrite, Audient e PreSonus vendono tutte interfacce a otto ingressi, ma in telai da rack intero o da scrivania, pensati per un angolo di studio, non per uno zaino. Riuscire a infilare otto preamplificatori alimentati indipendentemente, con attenuatori e inversioni di fase individuali, in mezzo rack che lascia ancora spazio per l'espansione ADAT, è un vero risultato ingegneristico, non solo marketing gonfiato. Il compromesso è fisico: aspettatevi manopole più piccole e un display OLED più compresso rispetto a un'unità rack intera, e il kit di montaggio da mezzo rack si vende separatamente.

A chi è davvero destinata?

Non al producer da camera che lavora con laptop e due microfoni, già ben servito da scatole a due o quattro ingressi più economiche. La OctaLite punta a chi si muove per lavoro: un ingegnere del suono in tour che registra il soundcheck di una band live, un sound designer che registra un intero ensemble sul campo, un setup mobile per podcast o streaming che a volte ha bisogno di più di quattro XLR. L'espansione ottica ADAT e il kit di accoppiamento che impila due OctaLite in un unico spazio rack vanno nella stessa direzione: è un elemento modulare per un rig che deve viaggiare leggero e comunque poter crescere quando la session lo richiede.

«La OctaLite è davvero unica perché è l'unica interfaccia audio sul mercato che offre otto preamplificatori microfonici in un'unità da mezzo rack super portatile.»