A. G. Cook costruisce da oltre dieci anni un muro molto riconoscibile di denti di sega scordati, il suono dietro brat di Charli xcx, i dischi di Caroline Polachek e crediti di produzione per Beyoncé. Native Instruments ha appena confezionato quella libreria sonora esatta e l'ha venduta al prezzo di una serata fuori.

Cosa c'è davvero dentro Super*Saw?

Il motore si basa su due banchi indipendenti di 16 oscillatori saw, 32 saw simultanei in totale, con un morpher X/Y a 4 angoli che fonde le coppie di preset in tempo reale invece di saltare tra patch fissi. Sopra ci sono strumenti di quantizzazione, accordi e scale, un EQ a 3 bande, chorus, delay, reverb e MIDI Learn, la catena di rifinitura che trasforma una pila grezza di oscillatori scordati in qualcosa da inserire subito in un mix. Native Instruments e Cook hanno fissato il prezzo a 99 $, 89 GBP o 99 EUR, disponibile subito, senza lista d'attesa né bundle obbligato.

Comprare i preset di qualcun altro ha davvero senso?

Ecco cosa distingue Super*Saw dal solito plugin firmato che vende solo un nome: la libreria di preset non è una selezione curata per un comunicato stampa, viene direttamente dalle sessioni di produzione di Cook, i patch che ha davvero usato per costruire quei dischi. È diverso da una celebrità che mette il proprio nome su un banco generico. Per 99 $, un producer ottiene il vocabolario di lavoro di un sound designer preciso e identificato, non un pack «supersaw» generico senza attribuzione. Se ne valga la pena dipende del tutto dal volere QUEL suono, largo, impilato, con denti di sega scordati leggermente aggressivi, come punto di partenza.

A.G. Cook fa davvero musica house?

No, ed è bene essere precisi. Cook ha fondato PC Music nel 2013 e ha trasformato l'etichetta nella base dell'hyperpop; il suo catalogo e il suo lavoro di produzione stanno nel pop e nell'hyperpop, non nella house né nella techno. Ma il supersaw in sé è una tecnica di sintesi con radici profonde nella musica elettronica, dai lead trance alle impennate techno e tech house, quindi un plugin costruito attorno all'ossessione di qualcun altro per l'impilamento di quegli oscillatori resta uno strumento davvero utile per i producer underground che cercano quella texture larga e scordata, anche se Cook stesso non fa parte di quella scena.

La libreria di preset arriva direttamente dalle sessioni di produzione personali di Cook, non da un banco demo generico.

Perché conta

Associare un producer riconosciuto a un synth non è una novità, ma consegnare i suoi veri preset di sessione invece di una selezione pensata per il marketing è una decisione di prodotto molto diversa, e mostra che Native Instruments scommette sulla specificità, non sulla versatilità generica, per vendere plugin in un mercato saturo.

Cosa ne pensiamo

A 99 $, è un sì facile per chiunque abbia provato a ricreare una texture supersaw precisa partendo da un brano di riferimento e abbia mollato dopo venti minuti di manopole di detune. L'onestà della proposta, preset di sessione reali invece di un banco generico con un nome famoso sopra, è ciò che la rende degna di essere presa sul serio invece che liquidata come una semplice trovata di marketing.