Perché rilevare un club che porta già così tanta storia addosso?

Il Temple Club si trova a Santos, nell'edificio che un tempo ospitava l'Europa Sunrise, uno spazio che pesa parecchio nella storia della musica elettronica portoghese. Oscar Rosmano, DJ e producer luso-messicano nel mestiere dal 1998 (ha iniziato a Città del Messico prima di trasferirsi in Portogallo), ha preso in mano proprietà e programmazione del club sapendo esattamente cosa si stava prendendo in carico.

"Non ho mai voluto che il Temple si limitasse a ricreare quello che c'era prima", dice. "Penso sia importante rispettare questa storia." Quell'equilibrio, far rivivere una sala senza trasformarla in un museo, è stato il primo problema da risolvere, prima ancora di bookare un solo DJ.

"Non ho mai voluto che il Temple si limitasse a ricreare quello che c'era prima. Penso sia importante rispettare questa storia."

Cosa rende davvero più difficile gestire un club indipendente oggi?

Rosmano non addolcisce la pillola. Mandare avanti Temple Club oggi significa fare i conti con "costi in aumento, normative, licenze, vicini di casa, autorità e una città che cambia di continuo". I cachet degli artisti in tour salgono, i costi di gestione pure, e i soldi dall'altra parte della porta non tengono il passo: "I cachet e i costi operativi continuano a salire, mentre il pubblico ha meno soldi da spendere e le sue abitudini quando esce stanno cambiando", spiega, citando club che chiudono "in tutto il mondo" come sfondo di tutto quello che fa oggi un promoter.

Lisbona stessa è cambiata in fretta dopo la pandemia. Rosmano nota che il Lux, a lungo il punto di riferimento della città per la programmazione internazionale, si è ritirato da quel livello, lasciando un vuoto che nessuno ha davvero colmato. La sua lettura è diretta: "Dobbiamo tutti trovare un modo per lavorare insieme e ricostruire una vera cultura del club." Non un solo locale che si porta avanti la città da solo. Una scena intera.

Cos'è UND3RT3MPL3 e perché lanciarlo adesso?

La risposta di Rosmano a quel vuoto si chiama UND3RT3MPL3, un nuovo progetto lanciato nel 2026 che mette insieme eventi, booking di artisti ed etichetta sotto un unico nome, costruito apposta attorno alla progressive house. L'obiettivo è meno nostalgia e più ricambio generazionale: portare questo suono davanti a un pubblico più giovane, che non è necessariamente cresciuto con i set di Hernan Cattaneo o Guy J, due artisti con cui Rosmano ha condiviso il palco nel corso della carriera, insieme a Dave Seaman e Danny Howells.

Le prime date sono già confermate tra Lisbona, Budapest e Amsterdam, con una programmazione durante l'ADE. Sul lato produzione, il suo brano "Karyna" (Manual Music) è entrato nella Top 100 Progressive House di Beatport nell'estate 2026, parte di una serie di uscite che include anche l'EP "Away" su Musique de Lune e brani su Polyptych e Modus Vivendi Records. Se il lato etichetta di UND3RT3MPL3 replica quel risultato, Rosmano si procura una seconda leva, oltre alla porta del Temple, per rendere di nuovo redditizia la progressive house.