L'illuminazione DJ ha vissuto per anni su un ponte mezzo cieco. Lo show conosceva il tempo. Non aveva idea di quale brano avessi lanciato, dove iniziasse la break o quando sarebbe arrivato il drop. Questo cambia con rekordbox 7.2.19, uscito il 24 settembre, che integra il controllo luci di SoundSwitch direttamente nel software di AlphaTheta invece di lasciarlo attaccato tramite un trucco di terze parti.

Cosa non funzionava davvero nel vecchio sistema?

Per anni, l'unico collegamento tra una sessione rekordbox e uno show SoundSwitch è stato Ableton Link, e Link trasmetteva un solo dato: il tempo. Un light designer che lavorava su quella connessione operava alla cieca, basandosi solo sul BPM. Nessuna identità della traccia, nessun punto di cue, nessun marcatore di fraseggio. Se volevi che il rig reagisse davvero al disco, qualcuno doveva azionarlo a orecchio, brano dopo brano, set dopo set. È un lavoro vero che club e festival pagano, ed è esattamente questo collo di bottiglia che l'aggiornamento elimina.

Cosa cambia in pratica con rekordbox 7.2.19?

Il controllo luci ora vive a livello applicativo, dentro rekordbox stesso. SoundSwitch 2.11 aggiunge un flusso ufficiale per rekordbox capace di leggere la libreria di un DJ e generare automaticamente uno show sincronizzato in base al fraseggio e alla strumentazione del brano, non solo al suo BPM. I DJ possono anche scrivere a mano uno show per un brano specifico, oppure affidarsi agli Autoloops predefiniti, che ora funzionano anche su tracce non analizzate e audio in streaming, una lacuna che prima lasciava interi set senza luci se i file non erano stati preparati in anticipo. Sul fronte dei dispositivi riceventi, si va dalle lampadine smart di consumo (Philips Hue, Nanoleaf) ai rig DMX professionali fino a 1024 canali.

Il lavoro del light designer passa dall'indovinare il drop al leggere la scaletta in tempo reale.

Perché conta così tanto il PRO DJ LINK Bridge?

L'altra metà di questo aggiornamento riguarda l'hardware. Il supporto SoundSwitch si estende ora al PRO DJ LINK Bridge, quindi i sistemi AlphaTheta e Pioneer DJ standalone compatibili possono inviare dati completi di performance e riproduzione a SoundSwitch via Ethernet, lo stesso tipo di dati che ora condivide rekordbox stesso, ma direttamente dai lettori, senza un laptop aperto a pilotare lo show. Per una cabina che gira su CDJ standalone senza alcun software rekordbox aperto, questa è la differenza tra un rig che reagisce alla musica e uno bloccato a pulsare sul click.

Bisogna comunque pagare entrambi i lati: un abbonamento rekordbox Creative o Professional, più una licenza SoundSwitch separata. Non è un pacchetto gratuito, sono due prodotti a pagamento che finalmente accettano di parlarsi come si deve.