Cosa cambia davvero rispetto al primo ReStem?
WaveMachine Labs si è fatta un nome con Drumagog, il motore di sostituzione batteria che lavora silenziosamente in sessioni professionali dagli anni 2000. Il primo ReStem, uscito come de-mixer di batteria offline, applicava la stessa competenza al problema opposto: invece di aggiungere un campione sopra un colpo, scomponeva una registrazione di batteria mixata nelle sue componenti. Il limite era il tempo di attesa. Si esportava il file, si aspettava che il motore calcolasse sette stem, e solo allora si poteva lavorare.
ReStem 2, uscito il 21 agosto, elimina quell'attesa per la prima volta nella linea di prodotti. Inserito su una traccia in modalità Pro, separa cassa, rullante, hi-hat, tom, ride, crash e uno stem «altro» dal vivo, mentre il brano sta effettivamente suonando. Il motore offline resta disponibile, ed è ora circa il doppio più veloce dell'originale per chi vuole il rendering «Best» alla massima qualità, ma il cambiamento vero è che ReStem non impone più un passaggio di rendering prima di poter lavorare.
Perché la separazione dal vivo conta per remixer e DJ?
Un separatore esclusivamente dedicato alla batteria sembra limitato accanto a un sistema multistrumento completo come iZotope RX o le funzioni stem di Melodyne, e lo è: tutto ciò che non è un colpo di batteria finisce in quell'unico stem «altro», quindi ReStem 2 non estrarrà una voce o una linea di basso pulita da un mix. Ma nel suo campo specifico, passare al vivo è un vero salto di capacità, non solo di velocità. I produttori che lavorano con vecchi break, registrazioni con microfoni d'ambiente o un loop stereo senza multitraccia hanno sempre dovuto renderizzare prima di poter ascoltare il risultato. Ora cassa, rullante e hi-hat separati compaiono su fader dal vivo nel momento in cui il brano parte, il che permette a un remixer di isolare un break, mutare il resto della batteria intorno, o instradare un singolo elemento nella propria catena, in tempo reale, nello stesso ascolto in cui sta già valutando il materiale.
«ReStem lo fa dal vivo mentre il brano suona nella tua DAW, oppure renderizzato offline per la migliore qualità possibile», spiega WaveMachine Labs sulla pagina del prodotto. «In entrambi i casi, ogni elemento della batteria finisce sul proprio fader.»
Cosa si ottiene con 99 $ rispetto a 199 $?
ReStem 2 Core, a 99 $, è solo l'app standalone: si carica un file, si ottengono sette stem offline, senza formati plugin e senza modalità dal vivo. ReStem 2 Pro, a 199 $, aggiunge il supporto VST, VST3, Audio Unit, AAX e ARA2, il motore di separazione dal vivo, un rack effetti per ogni stem, e il sostituto basato su Drumagog con assegnazione automatica delle note MIDI (i tom ordinati per altezza, gli hi-hat divisi in aperto, chiuso e pedale). Entrambe le versioni tengono tutto in locale: WaveMachine Labs precisa chiaramente che nulla viene caricato su un server, quindi il plugin funziona anche con il cavo di rete scollegato.



