Richie Hawtin ha passato quasi quindici anni con WME, il tipo di rappresentanza che garantisce una chiamata da qualsiasi programmatore di festival al mondo. Ha appena voltato pagina.

La figura techno canadese, nota tanto per i suoi set DJ quanto per il progetto Plastikman, affida ora il suo booking mondiale a TS Agency, la società berlinese fondata nel 2016 da Dixon e dalla sua partner di Innervisions, Âme. Il Nord America resta a Liaison Artists e l'Italia a 3D Agency: si tratta quindi di una riorganizzazione globale attorno a un'agenzia centrale, non di una firma unica che copre tutti i territori.

Perché lasciare una major per un'indipendente?

Hawtin la presenta come coerenza, non come rottura. "La nostra scena è stata costruita da artisti indipendenti che si sostengono a vicenda, e credo ancora che il suo futuro sia lì", ha dicharato annunciando il cambio, ringraziando al contempo il team uscente di WME. Dixon, dal canto suo, ha riassunto senza giri di parole la filosofia di TS: "L'indipendenza non è una questione di dimensione. È una questione di chi controlla la struttura, a quali interessi serve e quali valori guidano le sue decisioni."

Questa frase pesa ancora di più venendo da lui. TS rappresenta già un roster costruito sulla stessa logica, con Sama' Abdulhadi, HUNEE, Cinthie, Paula Tape, Yung Singh e Jimi Jules in prima fila, artisti che hanno costruito la carriera senza il circuito festival di una major. Accogliere Hawtin, un nome che potrebbe scegliere qualsiasi grande agenzia, è il miglior attestato di credibilità che TS potesse sperare.

Cosa cambia per le sue date?

Null'altro cambia nell'immediato sul suo calendario live, Hawtin continuerà a suonare negli stessi club e festival di sempre. Ciò che cambia è chi negozia i suoi cachet e chi decide quali offerte valgono la pena, il passaggio da un'agenzia in mano a capitali privati e pensata per i grandi volumi a una in mano a DJ in attività. Per una scena che da due anni guarda KKR e Superstruct comprare festival e le agenzie che li alimentano, che un artista del calibro di Hawtin scelga la direzione opposta è di per sé un segnale forte.

"L'indipendenza non è una questione di dimensione. È una questione di chi controlla la struttura, a quali interessi serve e quali valori guidano le sue decisioni.", Dixon

Perché è importante

Hawtin è esattamente il tipo di headliner su cui le major costruiscono la propria divisione techno; scegliendo un'alternativa in mano agli artisti, offre copertura ad altri nomi stanchi della propria agenzia per fare lo stesso, proprio mentre la concentrazione nel booking e nei festival accelera.