Ogni grande festival parla di «energia». Ritvales è il primo a trasformarla in una tesi apertamente contro le macchine.
Il festival di musica elettronica più grande della Colombia torna al Parque Norte di Medellín il 31 ottobre e il 1 novembre 2026, con l'obiettivo di superare i 50.000 partecipanti su 5 palchi e oltre 90 artisti, secondo El Tiempo. Il concetto 2026, «La energía se baila» (L'energia si danza), è pensato esplicitamente contro l'automazione: la scommessa del festival è che nessun algoritmo replichi ciò che succede quando una folla di quella dimensione si muove insieme, nello stesso campo. L'identità visiva dietro lo slogan è dell'artista colombiana Ambivalencia (Camila Valencia).
È un'affermazione coraggiosa per un festival di questa scala, perché è proprio a questa scala che la musica elettronica si appiattisce di solito nello spettacolo: headliner installati, produzione generica, un cartellone pensato per vendere biglietti e non per una pista da ballo. La risposta di Ritvales è metterci accanto un vero peso underground, insieme ai veterani della trance e della progressive.
Chi suona davvero underground su un cartellone da 50.000 persone?
Carl Cox, Paul van Dyk, Sven Väth e Adam Beyer sono in testa, e Carl Cox ha ricevuto la curatela completa del palco principale Vortex. Ma il dettaglio del cartellone che conta davvero per chi prende sul serio la techno sta più in basso: Marcel Dettmann, Seth Troxler, I Hate Models, Stephan Bodzin e Octave One live sono tutti confermati, secondo Canal Trece, insieme a Dubfire, Kobosil, Klangkuenstler, Massano, Guy J e Fatima Hajji. Tre «Stage Hosts» curatori strutturano parte del programma, tra cui un palco Carl Cox Invites, ed è esattamente così che un festival di queste dimensioni evita di diventare un muro di nomi intercambiabili: affida parti del programma a persone che bookano davvero per una pista, non per un poster.
Questa combinazione, leggende della trance e della progressive per attirare il pubblico di massa mentre sotto scorre uno strato techno e house davvero credibile, è ciò che rende Ritvales interessante da seguire al di fuori della Colombia. La maggior parte dei festival di questa scala scelgono una sola corsia. Ritvales punta sul fatto che il suo posizionamento anti-automazione funzioni perché la musica che lo sostiene non è tirata via.
Perché costruire un festival intorno a «energia» contro l'automazione?
C'è un contesto evidente che il festival non ha bisogno di nominare: un'industria musicale che parla sempre di più di brani generati dall'IA, playlist algoritmiche e strumenti di produzione automatizzati. La risposta di Ritvales, nel suo stesso slogan, è che niente di tutto questo conta davvero una volta che 50.000 persone sono in piedi in un campo a Medellín, due sere di fila, muovendosi sulla stessa cassa. È un'idea semplice, ed è anche la sola affermazione credibile che un festival di queste dimensioni possa fare: la scala stessa diventa l'argomento.
«La energía se baila»: tutta l'identità 2026 del festival si basa sull'idea che la presenza collettiva è la sola cosa che l'automazione non può replicare.
Perché conta
La scena elettronica latinoamericana lotta da anni contro l'idea che produca solo spettacolo trance e trap. Un evento da 50.000 persone che booka Dettmann, Troxler e Octave One live proprio accanto a Carl Cox manda un segnale: il palco più grande della regione può portare credibilità underground senza ridurre il suo pubblico.
Cosa ne pensiamo
Il discorso anti-automazione è buon marketing, ma è il cartellone a renderlo credibile. Molti festival parlano di «connessione vera» bookando un cartellone pensato interamente per Instagram. Ritvales ha messo Octave One live e I Hate Models accanto a Paul van Dyk, e questa è la scommessa più difficile, e la più interessante, quella da osservare il 31 ottobre e il 1 novembre.



