Che problema vuole davvero risolvere SHIFT?
Chiedete a qualsiasi producer attivo com'è la sua casella demo e sentirete sempre la stessa storia: si manda un brano, si aspetta, e non arriva mai risposta. Esattamente lo schema contro cui si posiziona SHIFT. L'etichetta, fondata dal veterano del settore Guy Tolhurst e da Grant Nichols, una metà del duo londinese Nichols+Roark, debutta ufficialmente il 22 ottobre durante l'Amsterdam Dance Event, con un evento al Crane Faralda dalle 9:30 alle 16.
Il messaggio di Tolhurst è diretto: «Le etichette sono sommerse di richieste, gli artisti vengono lasciati nel silenzio, e tutta la dinamica è diventata troppo transazionale». E chiarisce cosa significhi nella pratica: «Mandare musica in continuazione in un buco nero non fa bene a nessuno, né dal punto di vista creativo né mentale». Invece dello schema abituale, casella aperta e contratti a singolo brano che spesso lasciano l'artista senza alcun contatto una volta uscita la release, SHIFT firma un piccolo gruppo di artisti per un'intera stagione e si impegna a seguirli lungo un ciclo completo di uscite, collaborazioni e date live.
Chi è stato firmato, e cosa è già uscito?
La Stagione 1 conta sette nomi: Cristina Tosio, Leena Punks, N1NJA, Seizmic, Sonickraft, TIMANTI e Willis. L'etichetta ha già pubblicato musica: Transmissions 001, una compilation di debutto curata da Nichols+Roark, uscita il 16 ottobre, con Sonickraft, gli stessi Nichols+Roark, Seizmic, N1NJA e Willis. Cristina Tosio, Leena Punks e TIMANTI risultano quindi firmati nel roster ma assenti da questa prima uscita, un dettaglio più coerente con un lancio scaglionato lungo la stagione che con una compilation una tantum. Il roster si muove soprattutto tra progressive house e deep techno, lo stesso territorio in cui i Nichols+Roark già operano per etichette come Renaissance e All Day I Dream; Leena Punks, ad esempio, ha un remix recente sull'imprint Electronic Elements di Armada. La serata di lancio all'ADE aggiunge Volkoder, Human Rias e Julian Prince al cartellone, accanto all'intero roster e ai Nichols+Roark.
Un roster stagionale risolve davvero il problema del ghosting?
Grant Nichols riassume il vantaggio per l'artista senza giri di parole: «Gli artisti non dovrebbero dover mettere su una propria etichetta solo per poter pubblicare musica con regolarità». È una lamentela reale: molti producer sono passati all'autoproduzione proprio perché le etichette spariscono dopo un solo EP.
«Gli artisti non dovrebbero dover mettere su una propria etichetta solo per poter pubblicare musica con regolarità.»
Ma un'etichetta appena nata che diagnostica il peggior vizio del settore nel proprio comunicato di lancio resta un discorso, non un risultato. Sette artisti sono un campione minuscolo, e il vero banco di prova non è la serata del 22 ottobre: è se questo stesso roster, o gran parte di esso, resterà con SHIFT e continuerà a essere ingaggiato quando arriverà la Stagione 2. Promettere attenzione su misura in un comunicato è facile; mantenerla nel tempo costa e richiede tempo.



