Perché 25 anni sono così rari a Tokyo?

La vita notturna di Tokyo non è generosa con la longevità. Licenze, pressione immobiliare in quartieri centrali come Shibuya e un ricambio costante di locali fanno sì che la maggior parte delle serate non superi pochi anni, figuriamoci un quarto di secolo. Il WOMB ha aperto nell'aprile 2000 con una festa guidata da Junior Vasquez, e il cammino di SESSION ha seguito quasi esattamente quello del club. Al 17 ottobre 2026, SESSION avrà già superato in longevità la maggior parte dei locali nati nello stesso periodo.

Chi c'è davvero sul cartellone?

Bart Skils, produttore olandese di techno e colonna dell'etichetta di Adam Beyer, Drumcode, guida il main floor al 2F insieme a Drunken Kong e al resident storico di SESSION, Tommy Wada, con le visual di H2KGRAPHICS e le luci di Saito. Al 4F, la sala Connexxion vira verso la house melodica e progressive, con Karibiza (Sapporo) affiancato dai resident Ohta, Ahreum, Kris Fuji e Kiku. Al piano terra, al 1F, Undercurrent resta grezza e ipnotica, con Q'Hey, figura che plasma la scena techno giapponese da decenni, insieme a Kulage, YU-S-KE, Soma Oue e Amélie, con le visual di Wawawa.

Perché portare un headliner Drumcode su una serata così radicata localmente?

Un nome Drumcode sul flyer è un richiamo internazionale facile. Ma la reputazione di SESSION si è costruita su sale come Undercurrent, dove Q'Hey tiene le redini da anni. Affiancare un boss di un'etichetta europea a un resident presente quasi dagli inizi non è solo una scelta di programmazione: è un modo di ricordare perché la serata esiste ancora.