Cosa si insedia davvero nella vecchia sala del Watergate?

Silencio Paris apre un pop-up proprio nell'edificio di Falckensteinstraße dove il Watergate ha organizzato le sue serate, lungo la Sprea, per 22 anni prima di chiudere nel 2024. La residenza di sette mesi va dal 30 ottobre 2026 a maggio 2027, in coincidenza con i 15 anni di Silencio. Non è il primo pop-up della casa parigina, che ne ha già organizzati a New York, Venezia, Cannes e Miami, ma nessuno aveva ancora preso il posto di una sala con il peso storico del Watergate nella techno. Il programma completo della residenza non è ancora stato annunciato, ma la serata di pre-apertura del 9 settembre ha dato il tono: Richie Hawtin e Ben Klock in console, BASHKKA e un live di Valentina Magaletti, la stessa sera dell'inaugurazione di una mostra di Maurizio Cattelan dall'altra parte della città. Il fondatore Arnaud Frisch, che ha creato Silencio nel 2011 con David Lynch come partner creativo, presenta il capitolo berlinese come qualcosa di più di un giro nostalgico: «Quindici anni sono un buon momento per celebrare cosa è diventato Silencio, e uno migliore per reinventarlo.»

Perché Berlino parla di un arrivo del jet-set?

Il Watergate non era una sala techno qualunque. In 22 anni sulla Falckensteinstraße si è costruito un nome preciso a Kreuzberg, e la sua chiusura nel 2024 ha lasciato un vuoto vero sulle rive della Sprea, rimasto tale per quasi due anni. Così, quando un club parigino con legami con David Lynch, un'agenda molto vicina all'arte contemporanea e una storia di pop-up tra Cannes e Miami annuncia di aver preso il contratto, la stampa tedesca non ha certo steso subito il tappeto rosso. Il titolo del Berliner Zeitung chiedeva senza troppi giri di parole se «il jet-set» stesse arrivando sulla Sprea, collegando l'operazione ai legami di Silencio con Art Basel Paris e il suo Reference Festival. È una domanda legittima per una scena che ha visto chiudere il Watergate per motivi economici e che per due anni si è chiesta cosa, se mai qualcosa, avrebbe preso il suo posto. Mettere Richie Hawtin e Ben Klock, due DJ con una credibilità techno berlinese reale, nel cartellone di pre-apertura suona tanto come una risposta a quello scetticismo quanto come una festa.

«Quindici anni sono un buon momento per celebrare cosa è diventato Silencio, e uno migliore per reinventarlo.»

Chi sta davvero ricostruendo lo spazio?

Anche il team creativo non è un nome scelto a caso. Lo studio Karhard, lo studio berlinese che ha firmato gli interni del Berghain, fa parte del restyling insieme all'artista Marc Leschelier, allo studio di illuminazione Raito e allo studio di identità visiva Bureau Borsche. È un segnale voluto: Silencio non sta stendendo un'estetica parigina sul guscio del Watergate, sta lavorando con persone che sanno cosa serve a una sala techno berlinese. Lo stesso Frisch lo ha detto chiaramente, ricordando che la scena club di Berlino richiede «uno spazio che va programmato di conseguenza», e non una copia dell'indirizzo originale di Rue Montmartre.