Per oltre un decennio, Teksupport ha trasformato le aree industriali dismesse di Brooklyn, gli hangar del cantiere navale, un'ex fabbrica di sottomarini e persino un angolo della Grand Central Station in alcune delle serate techno nei warehouse più solide di New York. Questa serie si ferma ora per ordine del tribunale, non per scelta.
Cosa ha ordinato davvero il tribunale?
Il giudice Thomas D. Mcloskey ha ordinato a TCE Presents, la società dietro il marchio Teksupport, di cessare le attività. La sentenza è arrivata il 5 ottobre 2026, frutto di una disputa tra i due cofondatori dell'azienda, Rob Toma e Mike Vitacco. In base a questo ordine, TCE Presents ha dovuto licenziare i dipendenti non essenziali entro il 9 ottobre. La produzione di eventi sotto il marchio TCE Presents termina il 7 novembre 2026, data in cui tutte le entità legate a TCE vengono congelate e la società entra in liquidazione.
Un'altra figura nel caso, il giudice Troncone, resta il mediatore nominato dal tribunale che supervisiona la disputa più ampia tra Toma e Vitacco, un ruolo distinto dall'ordine operativo emesso da Mcloskey.
Cosa succede ora a Toma e Vitacco?
L'ordine non si limita a chiudere TCE Presents, apre anche la strada a una separazione tra i due fondatori. Sia Toma che Vitacco sono autorizzati a creare società separate e a continuare a produrre eventi ciascuno per proprio conto, indipendentemente l'uno dall'altro e dall'entità TCE in liquidazione. Dal punto di vista economico, ciascuno deve ricevere 500.000 dollari dal conto Morgan della società, un pagamento esplicitamente condizionato alla reale disponibilità dei fondi al momento della liquidazione.
Tutte le entità legate a TCE vengono congelate il 7 novembre 2026, data in cui la società entra in liquidazione.
Perché conta tutto questo oltre alla burocrazia di un'azienda?
Teksupport non era un promoter secondario. Era uno dei pochi operatori capaci di bloccare legalmente e gestire spazi enormi e irripetibili in una città dove la techno nei warehouse è logisticamente un incubo. Che una lite tra i suoi due fondatori finisca con un giudice che ordina la chiusura totale dell'operazione ricorda quanto siano fragili anche i più grandi promoter indipendenti quando una società si risolve in tribunale invece che al tavolo delle trattative.



