Cosa cambia davvero adesso?
Dieci mesi dopo che il nome di Casey Wasserman è diventato impronunciabile, la sua vecchia agenzia di talenti sta per fare esattamente ciò che un rebranding dovrebbe rendere superfluo: cambiare nome una seconda volta. City A.M. ha riportato il 16 ottobre che l'agenzia, che aveva lasciato il nome Wasserman per The.Team a inizio 2026, prepara una seconda identità per l'inizio del 2027. Il primo cambio doveva chiudere il capitolo delle email tra Wasserman e Ghislaine Maxwell, pubblicate nei file Epstein. Non è bastato.
Perché il primo rebranding non ha funzionato?
Cambiare l'insegna non cambia chi firma gli assegni. Wasserman ha messo in vendita l'agenzia dopo l'esplosione dello scandalo, e nel luglio 2026 il fondo Providence Capital ha accettato di comprare interamente la sua quota. Ma Wasserman stesso è rimasto presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, ignorando le richieste di dimissioni, inclusa quella della sindaca Karen Bass, che ha definito «poco opportuna» la decisione del board di mantenerlo al suo posto. Un rebranding che lascia il fondatore seduto in un comitato olimpico mentre la sua vecchia società cambia solo la carta intestata non poteva convincere nessuno che lo stigma fosse sparito, e il roster lo ha capito.
Chi ha davvero fatto pressione?
La spinta più chiara è arrivata dal lato electronic del business. Il DJ di Manchester Salute ha detto chiaramente ai colleghi di etichetta cosa pensava: «I'm looking to leave Wassermann btw.» Non era il solo. Diversi artisti EDM ed electronic hanno lasciato il roster non appena sono emerse le email con Maxwell, ha scritto DJ Mag a marzo. Anche la cantante pop Chappell Roan se n'è andata, dicendo che «nessun artista, agente o dipendente dovrebbe mai dover difendere o ignorare azioni così in contrasto con i propri valori morali». I DJ, abituati a leggere una pista da ballo in un istante, hanno letto questa situazione altrettanto in fretta.
«I'm looking to leave Wassermann btw.»
Cosa cambia davvero con l'arrivo di Providence Capital?
Sulla carta, un cambio di proprietà dovrebbe essere il momento in cui si pulisce un asset tossico: nome nuovo, board nuovo, una riga tirata sul fondatore. Nei fatti, il secondo rebranding descritto da City A.M. non ha ancora un nome e resta a diversi mesi di distanza, e l'uscita di Wasserman dalla gestione quotidiana non gli ha impedito di presiedere uno dei più grandi eventi sportivi del pianeta. Per un'agenzia che negozia cachet di tour e date festival per artisti electronic, la credibilità con il proprio roster è il prodotto. Una seconda mano di colore compra tempo, non fiducia.



