Come può una sala galleggiare davvero su delle molle?
La maggior parte dei clubber pensa che il basso viva nel pavimento. Da Unmute, la sala underground più singolare di Hanoi dal punto di vista architettonico, questa convinzione è sbagliata per progetto. Il co-fondatore Hoàng Khôi lo spiega a Mixmag Asia, alla vigilia del weekend del terzo anniversario del club:
"Il nostro spirito è sempre stato sperimentale, non solo con la musica, ma con tutto il resto. Per esempio: l'impianto audio su misura, la sala del club 'su molle' (non il pavimento: molti pensano ancora che vibri solo il pavimento, non è esattamente così: l'intera stanza in cui ti trovi, insieme all'impianto audio, è sostenuta da centinaia di molle industriali all'interno di una struttura più grande)."
La tecnica si chiama scatola dentro la scatola: un guscio interno appoggiato su molle o isolatori in gomma dentro una struttura esterna più grande, in modo che basso e vibrazioni non si trasmettano all'edificio circostante. Gli studi di registrazione professionali usano questo metodo da decenni. Unmute ha costruito così l'intera sala principale, la Cuốn Club Room. La pista, le pareti e l'impianto audio a quattro vie su misura poggiano tutti insieme su centinaia di molle industriali, motivo per cui in una serata piena si sente l'intera stanza muoversi con la musica, non solo i piedi su un pavimento elastico.
Perché costruire un club dentro un mercato?
Unmute occupa i piani dal quarto al sesto di un edificio simile a un magazzino che funziona anche da mercato di frutta e verdura aperto 24 ore su 24 a Hanoi, con una capienza di circa 300 persone tra la Cuốn Club Room e il Tân Bar, all'aperto, due piani più in alto. Jiro Endo, designer giapponese che cura le luci e i visual del festival per l'anniversario, ha progettato l'architettura del locale alla sua apertura nel novembre 2023, e la sala su molle resta la traccia più evidente di quel progetto originale.
La scelta dell'edificio non è stata casuale. Khôi indica la pressione sul mercato immobiliare notturno di Hanoi: la città è a metà di un piano di sviluppo urbano centenario, e dice che diventa sempre più difficile trovare uno spazio migliore di quello che Unmute occupa già. Costruire qualcosa di genuinamente strano dentro un'infrastruttura che nessun altro voleva si è rivelata la soluzione.
Cosa dicono questi tre anni di Unmute sulla scena?
Lam Dao, fondatore del club, racconta a Mixmag Asia che la scena intorno è cambiata: "Penso che la scena sia diventata più varia, e che le persone siano più aperte a suoni ed esperienze diverse." La lineup dell'anniversario lo confirma. Più di 20 artisti si alternano nel weekend di apertura, dal 5 al 7 novembre, tra cui Kiki Raikkonen, YELLOWUHURU, Con.R, Emmytee e Viet Anh, a sua volta co-fondatore del club, con Pangea, Piezo, Carrier e Animistic Beliefs ancora in arrivo, dato che il programma continua per il resto di novembre.
Il programme manager Park L. inquadra tutto questo in un contesto più duro: diversi club storici vietnamiti hanno chiuso nello stesso periodo in cui Unmute è rimasto aperto. "È triste vedere chiudere tanti posti amati," racconta a Mixmag Asia, "ma artisti e promoter in tutto il Vietnam hanno mostrato la loro resilienza... le scene cambiano, e credo che possiamo adattarci e tornare più forti." Tre anni e una lineup che continua a crescere sono la risposta di Unmute: la prova che un club costruito su un'ingegneria genuinamente insolita, dentro un edificio che nessuno aveva pensato per la musica elettronica, può ancora tenere in piedi una scena regionale mentre altre sale intorno si spengono.



