Perché far aprire un festival che compie 30 anni a un compositore di 78 anni?

L'Amsterdam Dance Event spegne 30 candeline quest'anno, e per una settimana che di solito celebra i propri traguardi con la punta di cartellone del momento, l'ADE ha fatto l'esatto contrario. Jean-Michel Jarre, il francese che ha registrato «Oxygène» su un registratore a otto piste nella cucina del suo appartamento parigino nel 1976, apre la 30ª edizione. Il suo concerto sold out, «Oxygène & Beyond: A Sonic Journey Celebrating 30 Years of ADE», si tiene all'AFAS Live il 21 ottobre, presentato da MOJO e Insomniac, apertura porte alle 18:30. E non è un caso: cade anche il 50° anniversario dell'album stesso, un disco che ha venduto oltre 18 milioni di copie e viene spesso citato tra quelli che hanno trasformato la composizione elettronica in un genere vero e proprio, non in una curiosità passeggera.

Jarre ha descritto all'ADE la messa in scena con parole che suonano più da DJ set che da concerto rock:

«Ho l'ambizione di mantenere la suspense e passare da un brano all'altro, dentro atmosfere diverse, con scenografie, mapping, proiezioni gigantesche e architetture di luci e video che cambiano.»

Jarre si presta anche a un'intervista esclusiva all'ADE Pro, la conferenza che si svolge dal 21 al 24 ottobre tra Felix Meritis e il Rosewood Amsterdam, dove oltre 11.000 professionisti accreditati, booker, agenti, dirigenti di etichette, vengono a trattare gli affari veri della musica elettronica.

Cosa succede quando il mondo dell'industria torna a casa?

Il lato pubblico dell'ADE è enorme per scelta: l'edizione 2026 copre circa 450 eventi in tutta la città fino al 25 ottobre, con oltre 2.500 artisti in cartellone tra club, magazzini, chiese e barche, e si attendono 395.000 clubber in transito per la città. La prima ondata di oltre 250 nomi confermati, annunciata già a giugno, include Armin van Buuren in coppia con Benwal in uno degli otto show al Gashouder, Skepta che torna con uno show «Más Tiempo» ampliato al Warehouse Elementenstraat, David Guetta che porta la sua produzione «Monolith» all'AMF, e Black Coffee con un set di tre ore allo Ziggo Dome, la stessa notte in cui Jarre apre la settimana dall'altra parte della città all'AFAS Live.

E Jarre non ha finito con l'anniversario. Una nuova edizione di «Oxygène», remasterizzata dai nastri originali del 1976 e mixata in Dolby Atmos da David Kosten, Steven Wilson e Jarre stesso, arriva il 20 novembre, con un taglio in vinile a mezza velocità realizzato ad Abbey Road. «Il suono aveva una profondità, un movimento e una vita tutti suoi», ha detto Jarre a proposito dei nastri originali. «Siamo tornati ai nastri originali con l'intento di preservare quel carattere, non di cambiarlo.»

Cosa c'è davvero in gioco nello slot di apertura?

L'ADE avrebbe potuto affidare la serata di apertura del suo 30° anno a chiunque stia vendendo più biglietti questa stagione. Metterci Jarre, invece, è una dichiarazione deliberata: che tutta la macchina commerciale della settimana, i cachet, gli accordi con le agenzie, le licenze sync, i 450 eventi nei club, risale a un disco fatto con otto piste, senza budget e senza ancora un genere a cui appartenere.