Cosa è successo davvero al RAW CUTS di Toronto?
RAW CUTS, il tour di serate organizzato tramite la piattaforma di biglietteria Nocturn, ha scelto il Bentway di Toronto, l'anfiteatro all'aperto ricavato sotto l'autostrada Gardiner, per la sua prima data canadese il 19 settembre. Apertura porte alle 15; Claude VonStroke ha chiuso la serata alle 20, dopo una line-up che includeva Hilel Lev, la resident di RAW CUTS Bella Mutino e il DJ locale LockEight. Gli organizzatori lo hanno presentato come di ritorno «da una pausa» e intento a «esplorare i lati più oscuri e profondi del suo sound», un riferimento al fatto che VonStroke, all'anagrafe Barclay Crenshaw, aveva messo in pausa l'alias a fine 2023 per lavorare sotto il proprio nome.
Perché una testa di cartello dovrebbe escludere i brani di chiunque altro?
Un set da headliner tipico è un mix: qualche produzione propria infilata tra brani di altri artisti, edit e un classico che tutti in sala riconoscono. Questi riferimenti condivisi sono ciò che tiene viva la pista quando un set cala. Il set di VonStroke a Toronto non aveva nessuna di queste reti di sicurezza. Ogni traccia veniva dal suo studio, dentro un catalogo che parte dal suono "wonk" dell'epoca Dirtybird anni 2000 e arriva alle sue produzioni più recenti e cupe. È una prova molto più difficile da reggere: un DJ con vent'anni di successi può permetterselo, uno senza quel catalogo no.
RAW CUTS non si è limitata a programmare l'esibizione: ne ha fatto una pubblicazione a sé stante. Il video qui sopra, «All Originals Set», presenta il set tanto come una retrospettiva di carriera quanto come un DJ set, alternando la musica a VonStroke che racconta da dove viene ogni traccia.
Cosa contiene davvero un catalogo di vent'anni?
La tracklist pubblicata su 1001tracklists conta quasi trenta brani, e quasi tutti portano il nome di VonStroke: classici come «Deep Throat» e «Chimps» convivono con «Barrump», «Eye I Eye» e «Walay (My Bae)», oltre a «Aundy», chiamata così in onore della moglie e co-fondatrice di Dirtybird, direttrice operativa, Aundy Crenshaw. Incatenare così tante produzioni proprie in un'unica data da headliner è tanto una dichiarazione sui vent'anni di Dirtybird quanto su qualsiasi singolo brano.



