Cosa è successo davvero a questo brano?
«Movin' to the Sun», firmato Hugel, Ultra Naté e Imael Angel, ha fatto quello che pochi brani house riescono ancora a fare oggi: dominare contemporaneamente Beatport e la classifica mondiale di Shazam. Proprio quella spinta verso il mainstream è il motivo per cui la Recording Academy se n'è accorta, ed è il motivo per cui la sua esclusione dalla corsa ai Grammy ha fatto così tanto rumore. L'Academy non ha messo in discussione il successo commerciale del brano ma l'origine della sua voce, e lo ha tolto dalla selezione mentre il team di Hugel prepara il ricorso.
Dove entra davvero l'IA nella catena?
La voce di «Movin' to the Sun» risale a un brano che Imael Angel ha pubblicato ad aprile, «I'm Moving to the Sun», costruito con lo strumento IA Suno. Hugel sostiene di aver preso quel seme e ricostruito tutto il resto da solo: batteria da librerie e Splice, basso con Serum e Moog, piano Keyscape, archi Diva, l'intero strato strumentale. «L'IA è stata usata solo per lo strato vocale, tutto il resto di questa sessione è stato fatto da un essere umano», ha dichiarato Hugel. La stima del suo team colloca intorno al 95 per cento la parte di produzione tradizionale nel brano finale, e dicono di aver conservato i file di sessione proprio per dimostrarlo in caso di contestazione.
«L'IA è stata usata solo per lo strato vocale, tutto il resto di questa sessione è stato fatto da un essere umano.»
Hugel può davvero vincere questo ricorso?
La stessa regola dell'Academy gli lascia uno spiraglio: la presenza di IA non squalifica automaticamente una candidatura, il criterio è se l'apporto umano resta il motore principale dell'opera. Quella regola risale al 2023, quando l'Academy stabilì che «Heart on My Sleeve», il brano virale che clonava con l'IA le voci di Drake e The Weeknd, restava tecnicamente ammissibile ai Grammy perché scritto da una persona, anche se non ha mai ottenuto una nomination per un motivo del tutto diverso (la rimozione dalle piattaforme per una controversia sui diritti). Il caso di Hugel è diverso nella sostanza: l'IA interviene all'origine della voce, non come clone della voce di un artista noto, e il resto del brano, a suo dire, è stato interamente ricostruito a mano. Che l'Academy consideri o meno che una ricostruzione umana a partire da un seme generato con IA superi quella soglia creerà un precedente concreto per come verranno trattate le voci assistite da IA in tutta la musica elettronica, non solo per questo brano.



