Perché Nitefreak ha fondato una propria etichetta invece di firmare altrove?
Bhekinkosi Mabhena, il DJ e produttore nato a Bulawayo noto come Nitefreak, la macchina l'ha già vissuta: pubblicazioni con Spinnin' Deep e Higher Ground, gestione firmata Deep Root Records, gli hanno garantito date a Ushuaïa Ibiza e Hï Ibiza. Niente di tutto questo gli dava però il controllo sul proprio catalogo. Nel marzo 2025 lui e l'imprenditore zimbabwano di base nel Regno Unito Terrie T hanno lanciato Afroholic Records per cambiare le cose.
«Tutta la sua visione nel creare una propria etichetta era che potessimo controllare la narrazione e la musica che pubblichiamo, senza che nessuno ci dicesse che non è abbastanza buona», ha raccontato Terrie T a Dancing Astronaut. È una descrizione diretta del problema in cui prima o poi si imbatte ogni artista del Sud globale firmato da un'etichetta europea o americana: è qualcun altro a decidere cosa merita di essere pubblicato.
Chi altro fa parte del roster di Afroholic?
La risposta di Afroholic è deliberata. Invece di costruire un'etichetta vetrina attorno al solo Nitefreak, la label ha messo sotto contratto i produttori di Bulawayo che lo circondano. Murphy Cubic e MJ Sings hanno pubblicato «Asibe Mnandi» tramite l'etichetta; anche Samuel Cosmic è nel roster, accanto a nomi più recenti come Vidojean e Oliver Loenn, presenti in «Wherever You Are». Sembra meno il side-project vetrina di un artista solista e più un tentativo di dare struttura a una scena che, fino a ora, non aveva un'infrastruttura propria tra gli home studio di Bulawayo e il circuito dei festival internazionali.
«Tutta la sua visione nel creare una propria etichetta era che potessimo controllare la narrazione e la musica che pubblichiamo, senza che nessuno ci dicesse che non è abbastanza buona.», Terrie T
Cosa significa questo «Masterclass» con Roland Clark?
L'etichetta ha scelto con cura il proprio biglietto da visita. Il singolo d'esordio di Afroholic unisce Nitefreak a Roland Clark, il veterano vocalist house la cui voce sostiene decenni di dischi fondamentali del genere. Mettere la nuova guardia di Bulawayo accanto a una delle voci più riconoscibili della house è tanto una mossa di credibilità quanto una scelta creativa: dice a distributori, booker e curatori di playlist che Afroholic non è un affare regionale secondario, ma si posiziona nella stessa conversazione delle etichette per cui Nitefreak pubblicava prima.
Fin dove arriva già la portata di Bulawayo?
Nitefreak gestisce anche HiNDE, un brand di eventi che ha portato serate afro house dallo Zimbabwe fino a New York, Miami e Mauritius, quindi il lancio dell'etichetta non avviene nel vuoto. Tra un circuito di date live, un'etichetta e un roster di produttori di Bulawayo, Afroholic somiglia meno al colpo di fortuna di un singolo artista e più a un tentativo di costruire quel tipo di struttura proprietaria che l'afro house, oggi capace di riempire i calendari dei club europei e nordamericani, raramente lascia alle scene da cui nasce.



