Cosa c'è davvero in «Quiet Storm»?
Space Afrika, il duo di Manchester e Berlino formato da Joshua Tarelle Reid e Joshua Inyang, ha pubblicato il quarto album in studio, «Quiet Storm», il 25 settembre per Dais Records. È il secondo disco per l'etichetta, e la prima musica inedita di Space Afrika dopo «Honest Labour» del 2021: 13 tracce costruite su texture industriali, slanci quasi operistici, groove trip-hop e arrangiamenti vicini alla musica contemporanea. Il bilancio ambient di settembre di Bandcamp Daily lo ha scelto come uno dei dischi del mese, descrivendolo come un lavoro che affronta «la difficoltà di restare integri di fronte allo status, al capitalismo e alla diaspora», un suono in bilico tra degrado urbano ed eleganza.
«C'è molta bellezza nei posti da cui veniamo. Tanti luoghi vengono dimenticati, lasciati indietro, ma è importante ricordarli, onorarli e dargli spazio.», Joshua Inyang
Perché nominare questa pressione invece di evitarla?
La maggior parte dei dischi ambient lascia parlare l'atmosfera e tace tutto ciò che riguarda l'industria. Space Afrika no. Reid ha detto a Huck Magazine che l'album funziona come «una sorta di sfogo catartico» rispetto all'ansia di vedere i quartieri che li hanno formati cambiare ed escludere chi ci viveva, mentre Inyang ha descritto il materiale vocale del disco come portatore della «voce nera» in «esperienze molto personali, a volte crude e intime». A Clash, la stessa settimana, Inyang lo ha riassunto in modo più diretto: «Siamo rimasti fedeli a noi stessi. È musica che viene dal cuore.» Reid ha definito il mix di collaborazioni internazionali ed «eccentricità britannica» una scelta deliberata, presa dopo che il duo «si è preso del tempo per rivedere e ripensare» invece di affrettare un seguito per sfruttare il successo di «Honest Labour».
Chi altro figura nel disco, e da dove viene il nome?
La copertina e il titolo arrivano entrambi da fuori la musica: l'artista concettuale Glenn Ligon ha ceduto la sua opera del 2009 «Figure #30» per l'artwork e ha suggerito lui stesso «Quiet Storm», il nome del format radiofonico notturno e soft degli anni Settanta, dedicato a canzoni di vita e d'amore. La lista degli ospiti è ampia: la pianista Kelly Moran, Klein, Tony Njoku, Vanessa Bedoret, Axelle Fanyo, Alto Aria, Kiala Ogawa e il rapper RXKNephew compaiono tutti, insieme al newyorkese Deuén, protagonista del singolo «If This Is Hell», registrato in un'unica ripresa e uscito a giugno con un video diretto da Pablo Dunkerly.



