Cosa ha stabilito esattamente il tribunale di Monaco?
Il 31 luglio, la 42ª sezione civile del Tribunale regionale di Monaco I, presieduta dalla giudice Elke Schwager, ha stabilito che Suno ha violato il diritto d'autore addestrando i suoi modelli v3.5 e v4 su brani rappresentati dalla GEMA, la società tedesca di gestione dei diritti musicali, senza licenza. Il caso riguardava sei composizioni, tra cui "Rasputin" e "Daddy Cool" dei Boney M. e "Mambo No. 5" di Lou Bega (solo le melodie, non i testi). La GEMA ha dimostrato al tribunale che le produzioni di Suno corrispondevano agli originali in melodia, armonia e ritmo al punto che i giudici hanno concluso che le opere erano riproducibili in modo identico all'interno dei modelli, archiviati su server tedeschi. Questo è il cuore della sentenza: il tribunale ha definito il fenomeno come memorizzazione, non il tipo di apprendimento statistico a cui le aziende di IA fanno solitamente riferimento per sostenere che i loro modelli non copiano nulla. Suno sosteneva il contrario, cioè che i suoi modelli generano brani nuovi anziché riprodurre opere esistenti. La sezione non ha accolto questa tesi.
Cosa deve fare Suno adesso?
Il tribunale ha emesso tre ordini. Un'ingiunzione: Suno deve smettere di riprodurre le sei opere in questione. Un obbligo di divulgazione: Suno deve aprire i propri conti e rivelare i ricavi legati alle produzioni contestate, la cifra che servirà come base per calcolare il risarcimento. E una condanna al risarcimento: Suno deve indennizzare la GEMA, con l'importo esatto ancora da calcolare una volta ottenuta la divulgazione dei ricavi. L'amministratore delegato della GEMA, il dott. Tobias Holzmüller, lo ha detto senza mezzi termini.
"I fornitori di IA devono acquisire licenze e non possono utilizzare gratuitamente le opere dei nostri iscritti. I modelli di IA basati sul furto di proprietà intellettuale non sono tutelati dalla legge."
La risposta di Suno è stata altrettanto diretta: l'azienda afferma di essere "in disaccordo con la sentenza odierna", la definisce un "travisamento fondamentale" della propria tecnologia, e dichiara di "valutare tutte le opzioni disponibili, incluso un ricorso".
Perché questa sentenza conta oltre sei canzoni?
È il caso che Time To House aveva segnalato come pendente già il 23 luglio, e il verdetto arriva come una delle prime sentenze in tutta l'UE a considerare l'addestramento di un modello di IA su musica protetta senza licenza come la violazione stessa, indipendentemente da ciò che il modello produce in seguito. La GEMA ha altre aziende di IA nel mirino, e questa sentenza è ormai il modello che userà d'ora in poi. Per etichette, editori e tutte le altre società di gestione europee, dalla SACEM in Francia alla SIAE in Italia, è la prima prova concreta che un tribunale può schierarsi con i titolari dei diritti contro l'argomento "il modello si limita ad apprendere schemi". Per Suno e ogni generatore musicale IA costruito su cataloghi raccolti senza autorizzazione, è l'opposto: un costo reale, legato a una cifra reale, dopo un vero obbligo di divulgazione. Il ricorso richiederà tempo, probabilmente anni, e la sentenza non sarà definitiva finché un tribunale superiore non si sarà pronunciato. Ma la teoria giuridica che ha condannato Suno, secondo cui la memorizzazione all'interno di un modello equivale a violazione, non ha bisogno che Suno perda il ricorso per produrre già i suoi effetti sul resto dell'industria della musica IA.



