Berlino perde quasi un club ogni anno. Gli affitti salgono, le lamentele per il rumore si trasformano in sfratti, e i promotori immobiliari continuano a puntare gli stessi magazzini e cortili che hanno costruito la reputazione della città. Questa settimana, la risposta della scena non è una manifestazione. È un festival.
Il Tag der Clubkultur, alla sua settima edizione, è la risposta di Clubcommission Berlin a un decennio di logoramento: nove giorni, circa 130 eventi, oltre 110 club, collettivi e iniziative coinvolti in tutta la città. L'edizione 2026 si svolge sotto il motto STAY CORE, una scelta tutt'altro che casuale. Non "sopravvivere". Non "festeggiare". Restare.
Cosa chiede davvero STAY CORE a Berlino di conservare?
Gli organizzatori costruiscono la settimana attorno a tre parole: restare, prendersi cura, resistere. Una scelta deliberatamente poco appariscente. Restare è un problema tanto dei proprietari quanto culturale; prendersi cura riguarda chi può sentirsi al sicuro su una pista da ballo; resistere punta direttamente alla pressione politica ed economica che sta spingendo i locali fuori dalla città. Clubcommission Berlin, l'organismo ufficiale di tutela della cultura dei club della città, presenta l'intero programma come la prova che la sottocultura berlinese resta un'attitudine, non un marchio da vendere e poi espellere dal mercato con gli affitti.
La cultura dei club crea spazi di incontro, sperimentazione culturale e coesione sociale.
È Katharin Ahrend, responsabile del progetto per l'organizzazione, a dirlo senza giri di parole: non è nostalgia per una scena che contava una volta. È l'affermazione che conta ancora, adesso, mentre il terreno sotto i piedi continua a muoversi.
Chi c'è davvero nel programma?
L'elenco dei locali partecipanti disegna quasi una mappa di ciò che è sopravvissuto finora: SO36, Kit Kat Club, Gretchen, Renate, Urban Spree, AEDEN, Madame Claude, bulbul, Crack Bellmer, BiNuu, Ballhaus Berlin, Goldengate, ACUD e OHM Audiogallery, insieme a collettivi come MASH-UP, AER Collective, Femquency, Berlin Club Memes e il collettivo di Kiev DRIFT. Diversi festeggiano anniversari veri questa settimana: Gretchen spegne 15 candeline con un set di Silvan Strauss e SO SORRY, SCHWUZ segna 49 anni, e MASH-UP celebra un decennio. Una mostra intitolata "Dancefloors after 1989" apre per la prima volta dentro il Kraftwerk, e la band punk brasiliana As Mercenárias torna su un palco berlinese dopo quarant'anni di assenza. Il programma dà spazio anche a ciò che la scena non sempre riconosce: serate FLINTA* e queer-femministe, eventi di danza senza sostanze, progetti di archiviazione comunitaria, e speciali radiofonici di Cashmere Radio e SAUTI Radio.
Perché conta una premiazione qui?
La settimana si chiude con il Kulturpreis der Berliner Clubkultur e i suoi 32 premi, da 5.000 a 20.000 euro, divisi tra le categorie spazio ed estetica, programmazione e lavoro comunitario. La cifra è modesta rispetto agli affitti berlinesi, ma è anche un segnale deliberato: l'organismo ufficiale della città mette soldi veri dietro gli spazi e le squadre che vuole vedere ancora in piedi l'anno prossimo. Per un settore che passa gran parte della sua copertura mediatica a leggere notizie di chiusure, una lista di premiati è un raro momento in cui si nominano quelli che resistono, non solo quelli che se ne sono andati.
Perché è importante
La scena dei club berlinese viene seppellita da osservatori esterni più velocemente di quanto riesca a difendersi. STAY CORE è la scena che fa i propri conti in pubblico, alle proprie condizioni, con i propri locali, i propri anniversari e i propri soldi.



