Quanto costa davvero sdoppiare un festival nello stesso weekend?
Dividere un festival in due città per le stesse due notti non equivale a portare in tour un cartellone da una città all'altra. DGTL India, arrivata alla sesta edizione, ha dovuto duplicare quasi tutto in un colpo solo per il weekend del 13-14 novembre: due produzioni complete, due squadre sul posto, due sistemi di biglietteria e un cartellone abbastanza forte da reggere due notti in scala da capannone industriale senza che nessuna delle due città sembri il ripiego. Ballard Pier a Mumbai e The LaLiT Ashok a Bengaluru ospiteranno ciascuno i palchi storici Modular e Generator (sponsorizzato da Budweiser), con la stessa estetica industriale e le stesse luci in movimento che DGTL ha usato nelle cinque precedenti edizioni indiane, sempre a città singola.
È il tipo di mossa che un promoter fa solo quando crede davvero nella profondità di un mercato, non per gonfiare un tour. La scena elettronica indiana è cresciuta in fretta dal debutto di DGTL nel paese, ma mettere in piedi due notti simultanee su vasta scala presuppone che ci siano abbastanza acquirenti di biglietti, sponsor e tecnici sia a Mumbai sia a Bengaluru, senza che una città cannibalizzi il pubblico dell'altra.
Chi c'è davvero in cartellone, ed è techno vera?
Nina Kraviz guida il cartellone, insieme a un live di Stephan Bodzin, Vladimir Dubyshkin, Phil Berg, Supergloss, Biianco, Colyn, Qrion e Nox Vahn. Sono nomi della techno che girano per meriti propri, non headliner EDM riverniciati da techno per credibilità. Il cartellone regionale conta altrettanto in questa storia: artisti di ritorno come Praveen Achary, Parallel Voices, Tasnneem e Kibo condividono lo spazio con gli esordienti Shaun Moses, Sheral, Sublime Sound, Nida e Blu Attic, distribuiti tra le due città. I biglietti vanno da 2.500 rupie in tariffa early bird fino a 13.500 rupie per l'accesso VIP più afterparty, in vendita su SkillBox.
Perché DGTL punta così forte sull'India mentre la sua base europea viene ridimensionata?
Il tempismo non è casuale. Il 29 settembre Superstruct Entertainment, il gruppo di un'ottantina di festival comprato da KKR per circa 1,3 miliardi di euro nel 2024, ha confermato di aver sciolto Apenkooi, il promoter di Amsterdam che aveva trasformato DGTL da evento di un giorno nel 2013 a marchio internazionale. DGTL sopravvive, ma passando sotto la divisione Awakenings di Superstruct «per efficienza», mentre marchi gemelli come STRAF_WERK, Pleinvrees e Amsterdam Open Air vengono chiusi del tutto.
Questo rende l'espansione indiana a due città un indicatore concreto di dove un gruppo di festival sostenuto da KKR stia davvero puntando: non necessariamente sul mercato fondativo, ma su quelli più nuovi dove il marchio può ancora crescere. Se sia Mumbai sia Bengaluru fanno il tutto esaurito a novembre, è probabile che Superstruct tratti l'India come modello per altre edizioni DGTL nei mercati emergenti. Se una delle due città delude, aspettatevi un ritorno silenzioso a una sola sede l'anno prossimo.



