Cos'è Transmissions NYC?
Giovedì 18 giugno il rooftop e le sale dell'Elsewhere, a Bushwick, ospitano Transmissions NYC: Plugging In To The Electronic Music Sector, un summit gratuito di mezza giornata copresentato da AFEM, la Association for Electronic Music, e Resident Advisor. Si va dalle 14:30 alle 19, dentro il New York Music Month, con il sostegno dell'ufficio del sindaco per i media e l'intrattenimento. AFEM si presenta come una voce globale dell'industria elettronica, al servizio della sua comunità, della sua cultura e della sua economia: l'ordine del giorno che fissa dice parecchio su ciò di cui il settore sente il bisogno di parlare. Tre tavoli, tre punti di tensione.
Perché le etichette indie aprono il programma?
L'apertura, «Staying Alive: How Indie Labels Are Approaching Change», alle 15:15, non è un titolo sottile: restare vivi. Mette nella stessa stanza Steven Hill di Warp Records, Aaron Schultz, titolare di Bastard Jazz Recordings, e Laura Lyons di XL Recordings, con la moderazione di Alyssa Vera (AFEM). Il sottotesto è la concentrazione: cataloghi, distribuzione e potenza di marketing continuano a salire verso l'alto, e gli indipendenti che hanno costruito la classe media della club music devono trovare nuovi modi per tenere il punto. Sentire come Warp e XL, due dei nomi più rispettati del giro, parlano di «cambiamento» ti dice da che parte stringe.
Cosa copre davvero il panel sull'IA?
«Machine Music: An Industry View On AI», alle 16:10, ruota attorno a creazione, diritti e ricavi, i tre punti in cui l'IA generativa già morde. Il tavolo affianca Kurosh Nasseri, cofondatore e copresidente di AFEM, all'investitore Rithik Kundu (Joker Deck Ventures), all'artista e cofondatrice di Synth Library NYC Heidi Sabretooth e a Ralph Boege (Paradise Worldwide), con la moderazione di Nyshka Chandran, vicedirettrice di RA. Un tavolo volutamente misto: un avvocato dei diritti, il denaro, un'artista, un'agenzia. Sotto tutto resta la stessa domanda: chi viene pagato quando a fare il pezzo è una macchina?
Chiamare i panel «Staying Alive» e «Last Call» è l'industria che ammette ad alta voce quanto sia tirata la corda.
E il panel sulla notte newyorchese?
La chiusura, «Last Call: The State Of NYC Club Culture», alle 17:05, siede Jeffrey Garcia, direttore esecutivo dell'ufficio della notte di New York, accanto alla promoter Ladyfag e a Rami Haykal-Manning, presidente e cofondatore dell'Elsewhere, con la moderazione di Lauren Murada (RA). New York ha un ufficio comunale dedicato alla vita notturna, un modello che altre città hanno poi copiato: ecco il raro momento in cui un funzionario, una organizzatrice di feste e un gestore di locale rispondono alla stessa domanda, se la città abbia ancora spazio per ballare.
Perché al resto della scena dovrebbe interessare un summit di New York?
Perché le tre domande non sono locali. Concentrazione, IA e sparizione degli spazi colpiscono allo stesso modo Berlino, Londra, Lagos o São Paulo, e le persone a questi tavoli guidano realtà che contano su scala mondiale. Quando l'associazione di categoria del settore e il suo media più grande mettono l'ordine del giorno nello stesso posto, gli argomenti finiscono per viaggiare.



