Sara Landry non ha intenzione di chiudere la questione in silenzio. Due mesi dopo che la sua ex società di management l'ha portata davanti a un tribunale britannico per commissioni non pagate, l'artista hard techno apre un secondo fronte, questa volta in un tribunale federale di Manhattan, e questa volta è lei a fare causa.
Cosa contiene esattamente questa nuova causa?
Il 6 ottobre 2026, Landry IP LLC, la società che detiene i diritti sul nome e sull'immagine di Sara Landry, ha citato in giudizio Night Night Ltd, l'entità che opera come The Night Department, insieme a una seconda società, Prepare to Flash. Il motivo: contraffazione di marchio. È un caso distinto da quello già in corso nel Regno Unito, depositato davanti a un altro tribunale, su basi legali diverse, contro lo stesso rapporto di management.
Il momento scelto non è casuale. È un'artista il cui team legale sta ora facendo pressione su tutti i fronti disponibili, invece di aspettare di difendersi in un unico caso secondo le regole dell'altra parte.
Che legame c'è con la causa britannica sulle commissioni?
The Night Department ha citato in giudizio Landry nel Regno Unito, sostenendo che lei avesse violato il loro contratto di management licenziandoli nell'agosto 2025 e che gli dovesse circa 200.000 sterline, ossia 265.000 dollari, di commissioni non pagate. Landry non si è limitata a negarlo: ha controcitato, affermando che i suoi ex manager avevano tentato di ottenere il 50% dei diritti d'autore sui suoi master e su Hekate Records, l'etichetta che ha fondato e trasformato in una delle più riconoscibili della hard techno, senza mai pagare quanto quella quota valesse realmente.
«Una DJ e produttrice si è difesa dalle affermazioni dei suoi ex manager secondo cui dovrebbe loro 200.000 sterline di commissioni, sostenendo di aver chiuso l'accordo solo dopo che avevano tentato indebitamente di ottenere la proprietà dei diritti d'autore della sua etichetta.»
Ecco il nucleo della questione: una società di management che avrebbe cercato di ottenere una quota della proprietà intellettuale dell'artista, e un'artista che ha detto no e ora combatte su due continenti per farlo valere.
Perché una causa per marchio conta in questo caso?
Una controversia sulle commissioni riguarda il denaro dovuto. Una causa per marchio riguarda il controllo: chi ha il diritto di usare un nome, un'immagine, un marchio costruito attorno all'identità di un'artista. Depositarla in un tribunale federale americano, invece di inserirla nel procedimento britannico, dice che il team di Landry considera questo danno sufficientemente distinto da meritare un caso proprio, non una semplice leva negoziale all'interno della disputa sulle commissioni.
Per manager e agenzie che lavorano con artisti proprietari della propria etichetta, il messaggio arriva comunque vada a finire: tentare di strappare una quota dei master o dell'etichetta di un cliente all'uscita è ormai un problema a due tribunali, non una trattativa risolvibile con una semplice lettera.



