Questa settimana a Ibiza sono scoppiate due notizie a distanza di quarantotto ore, e messe una accanto all'altra suonano come un'accusa.

Chi viene davvero smantellato a Ibiza?

Il 28 luglio la Polizia Locale di Sant Josep de sa Talaia ha smantellato una festa nella villa Casa Paola, a Es Cubells, zona residenziale e di lusso dell'isola. Gli agenti hanno stimato tra le 250 e le 300 persone presenti. Ciò che ha fatto passare l'evento da grande festa privata a evento commerciale illegale, secondo Periódico de Ibiza, è stato il classico corredo di una vera serata promossa: DJ e impianto audio professionali, punti di accesso a pagamento, promozione attiva sui social e sicurezza privata assunta per gestire l'ingresso. Il sindaco di Sant Josep ha descritto l'ondata di interventi contro gli 'afters' in villa di quest'estate come sfiancante e senza tregua, definendo questo smantellamento uno dei più grandi della stagione, secondo Periódico de Ibiza.

Questo meccanismo funziona esattamente come previsto. Organizzatori che aggirano licenze, limiti di capienza e regole sul rumore, e il comune manda gli agenti a chiudere la festa. Nessuno, nel settore dei club con licenza, sosterrebbe che una villa abbia il diritto di ospitare una serata da 300 persone senza alcun permesso.

E allora perché all'aeroporto statale viene solo chiesto gentilmente?

Un giorno dopo, il 29 luglio, l'associazione della vita notturna AEON, che rappresenta i club con licenza di Ibiza sotto il nome 'Noches de Ibiza', ha lanciato una richiesta di tutt'altro genere, secondo Preferente. Il bersaglio: Aena, la società statale spagnola che gestisce l'aeroporto di Ibiza insieme a decine di altri in tutto il paese. AEON vuole che Aena chiarisca se il suo piano di ampliamento aeroportuale includa uno spazio tipo discoteca, e pretende una risposta scritta.

Un punto chiave: AEON non accusa Aena di aver già infranto le regole come hanno fatto gli organizzatori di Es Cubells. L'associazione chiede ad Aena di impegnarsi, in anticipo, a rispettare lo stesso regime di licenza comunale che qualsiasi proprietario di club indipendente deve superare: uscite di emergenza, sicurezza antincendio, limiti di capienza, insonorizzazione, controllo degli accessi e orari fissi. Il gruppo chiede anche la prova dei permessi e una gara pubblica competitiva per un simile spazio, invece di lasciare che il gestore statale ne costruisca uno dentro il proprio terminal senza seguire la procedura imposta a tutti gli altri.

AEON chiede trasparenza, prova dei permessi e una gara pubblica, non un trattamento di favore per il gestore aeroportuale statale.

Perché questa tempistica pesa così tanto?

Messe a confronto, le due notizie disegnano uno schema evidente. Un organizzatore di villa mette su una sola serata senza licenza e si vede sgomberare 250-300 persone dalla polizia in poche ore. Una società statale che controlla la vera porta d'ingresso dell'isola non ha nemmeno dovuto confermare se stia progettando uno spazio concorrente, tantomeno se quello spazio rispetterebbe gli stessi controlli antincendio e di capienza che il comune impone a tutti gli altri. AEON non chiede la chiusura di Aena. Chiede, pubblicamente, perché la repressione più dura dell'isola sembri ricadere sempre sugli operatori indipendenti mentre il braccio pubblico delle infrastrutture ottiene il beneficio del dubbio.